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Futuro di Taranto: Unsic al tavolo ministeriale

Individuare strategie alternative al ruolo predominante della siderurgia, puntando prevalentemente all’innovazione sostenibile, alla formazione, all’internazionalizzazione e all’export. E’ quanto è emerso in sintesi all’incontro svoltosi lo scorso 12 giugno presso il ministero dello Sviluppo economico a Roma sul “caso Taranto”, con la regia di Daniel De Vito, capo della segreteria tecnica del Mise, e la partecipazione delle principali associazioni imprenditoriali del territorio, Unsic compresa (con la presenza del presidente nazionale Domenico Mamone e del responsabile locale, Cisberto Zaccheo.

“L’export deve diventare una realtà importante per il sistema Taranto e le micro e piccole imprese possono svolgere un ruolo sempre più determinante per la crescita economica del territorio – è quanto è stato detto al tavolo di confronto, propedeutico per un percorso strutturato di confronto tra istituzioni e attori territoriali.

“Siamo soddisfatti e molto speranzosi che sul nostro territorio si possano creare tutte le condizioni affinché diventi davvero praticabile, da subito, un’alternativa economica e di sviluppo alla mono cultura industriale – hanno detto i rappresentanti degli imprenditori. “Il ministero ha voluto concentrarsi sull’export e noi abbiamo risposto presenti e soprattutto interessati a collaborare col governo per adottare specifiche misure di sostegno per allargare il campo d’azione delle nostre imprese anche nei mercati internazionali. Si può fare, si deve fare: le nostre aziende hanno la capacità di farlo. L’export deve diventare una realtà importante per il sistema Taranto e le micro e piccole Imprese possono svolgere un ruolo sempre più determinante per la crescita economica del territorio”.

Grazie anche all’incontro romano, le associazioni imprenditoriali hanno rafforzato le seguenti finalità di intervento: aggregare e accompagnare le imprese nei processi di internazionalizzazione; stabilizzare la presenza delle imprese sui mercati tradizionali strutturando azioni promozionali che prevedano attività sia di servizi alle imprese sia di promozione su alcuni mercati target; promuovere la penetrazione sui mercati più complessi, che necessitano quindi di azioni in grado di rimuovere i problemi sia di barriere non tariffarie sia di organizzazione aziendale complesse (Cina e Asean, Russia, Usa, Golfo).

I settori ritenuti prioritari sono quelli maggiormente legati al “made in Italy”, in particolare arredo e complemento, moda, meccanica e impiantistica, agroalimentare.

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