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Servizio civile: Renato Cortese testimonial della nuova giornata di formazione

Continuano le giornate di formazione per i volontari del servizio civile universale, organizzate dall’Enuip, Ente nazionale Unsic istruzione professionale. Oggi testimonial d’eccezione il superpoliziotto Renato Cortese, cui il Consiglio dei ministri ha da poco conferito l’incarico di Direttore dell’Ufficio centrale ispettivo del Ministero dell’interno.

Nato in Calabria nel 1964, nel 1991 entra in polizia e un anno più tardi prende servizio a Palermo. Qui fa parte della squadra Catturandi della Mobile di Palermo, occupandosi soprattutto di indagini antimafia.
In Sicilia, insieme ai suoi colleghi, arresta diversi ricercati, come il boss della strage di Capaci, Giovanni Brusca e il fratello Enzo, arrestati la sera del 20 maggio 1996. Ma anche Gaspare Spatuzza, Pietro Aglieri, Benedetto Spera e Salvatore Grigoli.

L’11 aprile 2006 a Corleone, dopo 42 giorni e notti di appostamenti, Renato Cortese e la sua squadra fanno la cattura del secolo. Arrestano Bernardo Provenzano, capo di Cosa nostra, latitante da oltre 40 anni.

Da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, dal 2007 presta servizio a Reggio Calabria dove ottiene altrettanti risultati, per poi passare al Servizio Centrale Operativo della polizia a Roma nel 2012. Nel 2017 viene nominato questore di Palermo, ma la sua carriera viene stroncata poco dopo da un’accusa di sequestro di persona durante il servizio a Roma. Condannato in primo grado, la sentenza viene ribaltata dalla Corte d’Appello.

Nel 2022 il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, gli ha conferito la cittadinanza onoraria “per il suo grande impegno, le sue capacità professionali e lo stile – si legge in una nota – che ha sempre contraddistinto il suo lavoro”.

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