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Da Boldrini a Salvini, parlate di meno e lavorate di più

Ancora una volta Laura Boldrini, ex presidente della Camera, è al centro di polemiche per sue dichiarazioni. Cosa ha detto la politica marchigiana? Che occorrerebbe cambiare la cultura, l’educazione e per questo non dovremmo più dare alle bambine “le pentoline e le Barbie ma farle sognare in grande e dare anche a loro astronavi e il meccano”.

Al di là del diffuso calo qualitativo complessivo degli interventi dei nostri rappresentanti politici, ormai si è arrivati a parlare di “pentoline e Barbie” con intervento delle istituzioni anche nelle propensioni ludiche dell’infanzia, è chiaro che la Boldrini – non dicendo alcunché di clamoroso – cavalchi la legittima battaglia della parità di genere sul fronte dei diritti. Tema da sempre caro a ciò che resta della sinistra. Ma lo fa – secondo noi – sbagliando obiettivo.

Pretendere di abolire le diversità con una logica livellatrice è artificioso e incongruente. I ruoli naturali maschile e femminile, al di là delle Barbie o dei fucili, non potranno certo scomparire. Semmai l’educazione va rafforzata proprio nel rispetto delle funzioni, prevenendo bullismo, mobbing, femminicidi e tutto ciò che solo parzialmente può essere frutto di stereotipi del gioco, più seriamente di restrizioni sociali.

Il caso dell’adolescente napoletano che ha sfregiato la bambina 12enne che lo rifiutava è frutto non tanto di una disparità di genere – Barbie e pentoline c’entrano poco – ma di una sottocultura violenta, machista, spesso misogena e omofoba, che va sradicata innanzitutto nelle generazioni più mature, anche limitando quella mitizzazione di produzioni cinematografiche che glorificano certi ruoli sociali. Davvero quel ragazzino era un giocatore di meccano o di astronavi o piuttosto un consumatore di serie sulla camorra?

Sarebbe, insomma, ora che la politica riprendesse la sua funzione del “fare” e non quella di pontificare con slogan consumati in cerca dei consensi più facili. Ciò vale non solo per la Boldrini, ma – situazione certamente più grave – anche per Matteo Salvini che paragonò proprio la Boldrini ad una bambola gonfiabile o a Calderoli che insultò la ministra Kyenge dandole dell’orango. Insomma, uomini e donne delle istituzioni, parlate di meno e lavorate di più. 

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