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Agricoltura biologica: cresce la superficie, gli operatori e i mercati

Non si arresta la crescita del biologico in Italia per superficie coltivata, operatori, mercato interno e export.  

L’Italia, con oltre 2,3 milioni di ettari e la più alta percentuale di superfici bio sul totale (19 per cento contro una media europea ferma al 12 per cento), è ormai vicina target del 25 per cento di superfici investite a bio, previsto dalla Strategia Farm to Fork per il 2030.

Sono alcuni dei dati presentati da Nomisma, che ha sintetizzato i risultati di una ricerca sul consumatore italiano e un’indagine su 254 imprese alimentari e vitivinicole italiane.

Nel 2022 sono cresciuti anche gli operatori biologici impiegati nel settore (+7,7 per cento rispetto al 2021) arrivando a 92.799.

Positive anche le performance del mercato interno, grazie al traino dei consumi fuori casa (ristorazione commerciale e collettiva segnano un +18 per cento sul 2022) ma anche di una ripresa a valore dei consumi domestici (+7 per cento anno terminante luglio 2023 rispetto all’anno precedente), certamente spinta dalle dinamiche inflattive data la lieve flessione riportata a volume in distribuzione moderna.

Si riscontrano rincari di prezzo sia all’origine che a scaffale, rinvenibili trasversalmente su quasi tutte le referenze, anche se i prodotti convenzionali nel 2022 hanno mostrato generalmente un aumento dei prezzi maggiore che nel biologico.

I risultati dell’indagine di Nomisma su 1.000 responsabili degli acquisti alimentari italiani hanno rivelato che la base di consumatori di prodotti biologici è rimasta stabile rispetto all’anno precedente: l’89 per cento della popolazione compresa tra i 18 e i 65 anni ha consapevolmente acquistato almeno un prodotto alimentare biologico nell’ultimo anno.
Tra coloro che scelgono di acquistare prodotti biologici, la provenienza gioca un ruolo cruciale nelle decisioni di acquisto. Il 29 per cento preferisce prodotti biologici 100 per cento italiani, mentre un ulteriore 17 per cento predilige quelli di origine locale o a chilometro zero. L’11 per cento cerca anche la presenza del marchio Dop/Igp, che certifica l’origine e la qualità del prodotto. Inoltre, il marchio del produttore influisce significativamente sulle scelte degli acquirenti di prodotti biologici, con l’8 per cento che predilige le marche industriali e il 7 per cento che preferisce i marchi del supermercato. Anche quest’anno l’export di prodotti agroalimentari italiani biologici ha registrato prestazioni positive, raggiungendo un valore di 3,6 miliardi di euro nel 2023. Questo rappresenta una crescita dell’8 per cento (anno terminante a luglio) rispetto all’anno precedente.

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