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Biologico europeo: tra i finalisti anche Sardegna e Torino

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Tra i finalisti degli EU Organic Awards 2026, premi istituiti nel 2022 con l’obiettivo di riconoscere l’eccellenza lungo tutta la filiera del biologico, dagli agricoltori e ristoranti alle Pmi e alle città, figura anche l’Italia. Il riconoscimento coinvolge iniziative provenienti da 12 Paesi dell’Unione europea e punta a valorizzare esperienze considerate virtuose per impatto ambientale, innovazione e sostenibilità.

Gli EU Organic Awards 2026 lanciatinell’ambito del Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica, arrivano alla quinta edizione e confermano una struttura articolata in sette categorie. In totale sono stati individuati 21 finalisti, tre per ciascuna categoria, con l’obiettivo di mettere in evidenza pratiche replicabili lungo tutta la catena del valore: dalla produzione agricola alla ristorazione, fino alle città e alle piccole e medie imprese.

Ideati per valorizzare le realtà che contribuiscono allo sviluppo del settore biologico in Europa, gli Awards premiano non solo l’agricoltura, dunque, ma anche politiche territoriali e modelli urbani capaci di integrare sostenibilità ambientale e sviluppo economico.

Tra i progetti selezionati presente anche l’Italia, in due categorie chiave. Nella categoria “Migliore regione o distretto biologico” è stato selezionato il progetto Sardegna Bio (Quartucciu), il primo Distretto biologico della Sardegna, realtà che rappresenta uno dei modelli territoriali più strutturati nel panorama nazionale. Per la categoria “Migliore città biologica”, protagonista è Torino, inserita tra le città europee che hanno sviluppato politiche attive a sostegno della produzione e del consumo biologico.

I vincitori dei sette premi saranno annunciati il 23 settembre a Bruxelles, durante le celebrazioni della Giornata europea dell’agricoltura biologica.

Secondo dati i della Commissione europea, il biologico continua a espandersi nel Vecchio continente: nel 2023 la superficie coltivata ha raggiunto 17,7 milioni di ettari, pari al 10,9% del totale agricolo Ue. Un segnale che conferma il consolidamento del comparto, sostenuto anche dalla Politica agricola comune (Pac), che prevede strumenti di finanziamento dedicati in tutti i 28 piani strategici nazionali.

L’agricoltura biologica contribuisce alla riduzione dell’uso di fertilizzanti chimici, pesticidi e antimicrobici. Gli effetti attesi riguardano non solo la qualità del suolo e dell’acqua, ma anche la biodiversità e il benessere animale, oltre alla sostenibilità economica delle imprese agricole.

Nel dicembre 2025, la Commissione europea ha inoltre proposto un aggiornamento mirato delle norme del settore, con l’obiettivo di evitare interruzioni negli scambi commerciali e rafforzare la competitività del comparto.

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