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Cnr-Cai: nasce la rete dei Rifugi sentinella del clima

Una rete dedicata al monitoraggio meteo-climatico lungo tutta la penisola, dalle Alpi al centro del bacino del Mediterraneo, con il fine di ottenere un quadro reale sullo stato del clima e dell’ambiente sulle nostre montagne e sul nostro territorio. Nasce così la Rete dei Rifugi Sentinelle del Clima frutto dell’Accordo firmato dai presidenti Cnr e Cai in occasione della Giornata internazionale della montagna.

La rete percorre tutta la penisola contando un totale di diciannove siti osservativi, con l’apertura di quindici Rifugi Cai per il monitoraggio dei principali parametri meteorologici e per l’attività scientifica, che vanno ad affiancare l’operato dei quattro Osservatori climatici Cnr.

Questi nodi osservativi permetteranno l’ottimizzazione di risorse ed infrastrutture in aree particolarmente significative e sensibili per lo studio del clima, ampliando la base osservativa volta a studi che il Cnr già esegue nei quattro Osservatori montani presenti sul nostro territorio, rafforzando la possibilità di una migliore sorveglianza dell’ambiente d’alta quota e delle aree interne del Paese. Dove possibile si avvieranno studi a scala locale su aspetti correlati non solo alla meteorologia, ma anche al clima, alla composizione dell’atmosfera, alle analisi ambientali, geologiche e geomorfologiche e, nei siti idonei, alle aree glaciali e periglaciali.

Ciò permetterà di proporre i rifugi montani, allargando la rete di queste prime “Sentinelle” anche ad altri rifugi, come luoghi di diffusione della cultura scientifica, anche progettando interventi divulgativi che coinvolgano gli enti di governo locali ed i turisti della montagna.

Il bacino del Mediterraneo e le regioni montane di alta quota sono definiti “hot-spot climatici“, ovvero siti dove il clima sta mutando più velocemente che nelle altre aree. Questo programma, si focalizza sugli ambienti di alta quota della nostra penisola, promuovendo osservazioni meteorologiche perché i dati che saranno raccolti, insieme alle proiezioni elaborate dai modelli climatici, possano offrire negli anni la possibilità di tracciare lo stato presente e di produrre attendibili scenari evolutivi sul futuro delle montagne del nostro Paese.

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