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Earth Day: “Investi nel nostro Pianeta”

giornata della terra

“Investi nel nostro pianeta” è lo slogan adottato per la 52sima Giornata mondiale della Terra, che ricorre oggi 22 aprile. Più di cinquant’anni di lotte ambientaliste per richiamare l’attenzione dei potenti della Terra sulla necessità di preservare in buona salute il nostro pianeta.

La storia dell’Earth Day – Il 29 gennaio del 1969, il trivellamento del fondale marino nel canale di Santa Barbara in California provoca l’esplosione di una piattaforma petrolifera con il riversamento di 100.000 barili di petrolio sulle spiagge dell’omonima Contea. Devastante l’impatto sull’habitat marino, con la morte di migliaia di pesci e di circa 3.500 uccelli. Questo scenario apocalittico ha dato una spinta decisiva all’azione del movimento ambientalista che ha avuto il suo primo manifesto nella pubblicazione, nel 1962, del libro, “Primavera silenziosa” della biologa e zoologa statunitense, Rachel Louise Carson. Il titolo prendeva spunto dallo strano silenzio rilevato nei campi in primavera a causa della diminuzione del numero di uccelli canori conseguente all’utilizzo massiccio di insetticidi.

A gettare le basi per la creazione dell’Earth Day sarà nell’ottobre del 1969, il pacifista ed ecologista americano John McConnell, che durante la Conferenza Unesco a San Francisco, ha proposto l’istituzione di una giornata dedicata alla bellezza del Pianeta. A seguito dell’ampio consenso che la proposta è riuscita ad ottenere, il 22 aprile 1970 fu istituita la prima Giornata della Terra che in un primo momento ha visto il coinvolgimento dei soli Stati Uniti per arrivare, attualmente, all’adesione di più di 180 nazioni.

Anche l’Europa e l’Italia hanno compreso la rilevanza della missione ambientalista e il nostro Paese, aderendo alla nuova Strategia europea per la Biodiversità attraverso la Strategia nazionale Biodiversità, intende contribuire all’obiettivo internazionale di garantire che entro il 2050 tutti gli ecosistemi del pianeta siano ripristinati, resilienti e adeguatamente protetti.

In Italia l’urgenza della situazione climatica ed ambientale ha creato le condizioni, lo scorso febbraio, per l’inserimento agli artt. 9 e 41 della nostra Costituzione dei diritti dell’ambiente e degli animali, per favorire lo sviluppo sostenibile del nostro Paese e del Pianeta. E’ necessario riconoscere la responsabilità di tutti nell’assicurare la sopravvivenza della biodiversità. Per questo Legambiente Italia propone un decalogo di impegni per creare: più rinnovabili, più mobilità sostenibile, più economia circolare, politiche climatiche più ambiziose, maggiore coinvolgimento dei territori, con cittadini “promuser”, attenti ad una spesa intelligente, ad uno stile di vita sostenibile, al riciclo, agli orti urbani.

In campo europeo la transizione ecologica rappresenta uno dei 6 pilastri su cui si fonda il progetto europeo del Next generation Eu ed è uno degli elementi cardine del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano. A questa voce sono attribuite circa il 37,5 per cento di tutte le risorse europee assegnate al nostro Paese per un totale di circa 72 miliardi di euro.

Da non dimenticare poi che l’Agenda 2030 dell’Onu, riserva ben 6 dei suoi 17 obiettivi al tema ambientale.

Moltissime le iniziative previste in tutta Italia in occasione della ricorrenza, tra cui #OnePeopleOnePlanet l’evento celebrativo dell’Earth Day, nato nel 50° anniversario di questa giornata mondiale come evoluzione, per la pandemia da Covid-19, del Villaggio per la Terra di Villa Borghese a Roma inaugurato da Papa Francesco. L’evento prevede una maratona di talk dalla Nuvola di Fuksas a Roma. Durante l’evento si alterneranno i racconti delle migliori esperienze di impegno civile per l’unità dei popoli e la cura del pianeta con un finale curato dal musicista Giovanni Allevi.

Come ha posto in rilievo il presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi: “Se prima i pochi grandi possessori di capitali hanno lavorato per il negazionismo della crisi climatica e poi per il greenwashing, oggi spingono per l’inazione. Ma stare fermi è il pericolo più grande. E noi vogliamo dare ai giovani la capacità di farsi sentire. Sono la speranza per combattere i danni del cambiamento climatico”.

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