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Giornata mondiale delle api: gli insetti impollinatori a tutela della biodiversità

Il 20 dicembre 2017 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 20 maggio Giornata mondiale delle api per ricordare l’importanza di questi operosi insetti, e di tutti gli altri animali impollinatori, per il funzionamento e la conservazione degli ecosistemi e per il sostentamento della maggioranza degli animali, tra cui anche l’uomo.

Negli ultimi anni anche le più importanti associazioni ambientaliste hanno avviato campagne di sensibilizzazione a tutela delle api a seguito del forte calo registrato nella popolazione di api e di altri insetti impollinatori.

Già nel 2019 la Fao ha evidenziato come in Europa l’84 per cento delle specie coltivate e il 78 per cento delle specie dei fiori selvatici dipendano dall’impollinazione degli insetti, mentre un’importante numero di api, pari al 37 per cento, sia in declino. Restringendo lo sguardo al solo Belpaese, nel 2019 la produzione italiana di acacia e agrumi – strettamente legata al lavoro degli impollinatori – ha registrato una contrazione del 41 per cento rispetto alle attese: secondo l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), ciò ha comportato una riduzione dei ricavi stimata in circa 73 milioni di euro per gli agricoltori. Se l’impollinazione delle api dovesse venire meno, sarebbero a rischio la sicurezza alimentare e la varietà dei cibi che finiscono sulle nostre tavole. Minacciate dai cambiamenti climatici, ma anche dall’uso massiccio di pesticidi in agricoltura, le api necessitano di interventi tempestivi di salvaguardia e di buone pratiche agricole incentrate sulla tutela della biodiversità.

Nel rapporto 2020 dell’Ispra “Il declino delle api e degli impollinatori” si legge che quasi il 90 per cento delle piante selvatiche che fioriscono e oltre il 75 per cento delle principali colture agrarie esistenti necessitano dell’impollinazione animale per produzione, resa e qualità dei prodotti. Le api, come tutti gli insetti impollinatori, sono essenziali per l’alimentazione umana e animale, ma anche per la produzione di fibre, materiali da costruzione e biomassa per energia e il supporto per la conservazione della diversità biologica, che rappresenta la base della nostra esistenza e delle nostre economie.

Il declino dell’ape domestica e degli altri insetti impollinatori sta mettendo a rischio la sicurezza alimentare e l’integrità biologica del Pianeta. Se il numero di api continuerà a diminuire, molto presto non potremo più godere di alimenti come i frutti di bosco, le pesche, le castagne, le mele, le mandorle, ma anche le zucchine, i pomodori e tantissimi altri ortaggi. Lo stesso vale anche per i prodotti caseari come latte, yogurt, burro e formaggi freschi.

“Le api – ha dichiarato Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente – sono in pericolo e con loro lo è la nostra esistenza sul Pianeta. Per questo, è fondamentale fare squadra sia nei percorsi di sensibilizzazione delle cittadine e dei cittadini che nel lavoro di sollecitazione nei confronti dei decisori politici. A metterle a rischio sono inquinamento, industrializzazione agricola intensiva e uso di pesticidi e molecole pericolose di sintesi che rappresentano un pericolo molto grave per la vita degli impollinatori e per l’ecosistema e la sua biodiversità. A questo, si aggiungono i cambiamenti climatici, sempre più repentini e radicali, che creano modifiche al calendario delle fioriture delle piante, generando squilibri nei comportamenti delle colonie delle api. La svolta non è più rimandabile: serve un rapido cambio di passo e un coinvolgimento diretto anche dell’opinione pubblica. Le istituzioni possono e devono fare di più, anche e soprattutto rispetto all’utilizzo della chimica in agricoltura, ma ciascuno deve fare la propria parte.”

La conservazione e il ripristino degli habitat naturali, il recupero di pratiche agricole tradizionali in via di abbandono a causa di motivi economici, insieme ad una drastica riduzione dei prodotti agro-chimici e alla “riprogettazione” agricola, è probabilmente il modo più efficace per evitare ulteriori diminuzioni o scomparse degli insetti impollinatori, in particolare nelle aree ad agricoltura intensiva.

Un ruolo importante a tutela delle api e degli insetti impollinatori può essere giocato dalla PAC, la Politica agricola comune, in grado di assicurare un ambiente sano (suolo, aria, acqua, vegetazione e paesaggio) tale da rispettare la loro ecologia e garantire l’approvvigionamento di risorse alimentari salubri e diversificate. Al fine di favorire queste condizioni ambientali, di diretto e indubbio interesse appaiono gli obiettivi specifici della futura PAC cui intendono contribuire:

– alla mitigazione dei cambiamenti climatici nonché allo sviluppo sostenibile e alla gestione efficiente delle risorse naturali, quali acqua, suolo e aria;

– alla conservazione della biodiversità, al rafforzamento dei servizi ecosistemici e alla tutela degli habitat e del paesaggio, nei quali rientrano la tutela delle specie della fauna benefica, comprese le specie impollinatrici;

– al miglioramento della risposta dell’agricoltura in materia di alimentazione e salute del consumatore, tra cui limitazioni nell’uso degli antibiotici e l’uso sostenibile dei pesticidi.

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