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Patuanelli, Ig: in arrivo 15 mln di euro

Firmato da poco il decreto di 25 milioni di euro per la promozione sul mercato interno dei vini Dop e Igp e già prevista una misura analoga per gli alimenti Ig con un budget di 15 milioni di euro.

A darne notizia il ministro Stefano Patuanelli nel corso del suo intervento al seminario Origin “La riforma del sistema delle Indicazioni Geografiche: una prima analisi sulla proposta di riforma presentata dalla Commissione Europea”, per aprire ufficialmente il dibattito sul testo del Regolamento tra produttori, consorzi e istituzioni e arrivare a definire una posizione comune e condivisa da sottoporre alle istituzioni europee durante l’iter di approvazione di tale Regolamento.

Il ministro ricorda orgogliosamente il primato europeo dell’Italia con 841 prodotti a indicazione geografica, evidenziando che il sistema delle Dop e Igp è il segno tangibile del valore della dieta mediterranea con il 70 per cento delle denominazioni europee registrate in Italia, Francia, Spagna e Grecia.

“Da oltre 30 anni, le Indicazioni geografiche sono sinonimo di tipicità, qualità e distintività dei sistemi agroindustriali europei – ha affermato Patuanelli – e rappresentano la ricchezza e la diversità del nostro patrimonio enogastronomico e l’espressione delle nostre aree rurali”.

Tre secondo il ministro i punti fermi che ci devono guidare nel processo di riforma: il mantenimento del legame con il territorio, il rafforzamento del sistema delle tutele e il potenziamento del ruolo dei Consorzi.

Per Patuanelli “le indicazioni geografiche non sono semplici marchi commerciali ma sono espressione di popolazioni, territori, storia e tradizioni. Oggi la connessione con il territorio assume una nuova connotazione in senso di sostenibilità ambientale e sociale e la definizione di questi requisiti rappresenta un nuovo elemento di competitività e di distinzione delle nostre produzioni certificate. Gli sforzi dei nostri produttori, tuttavia, devono essere difesi dalle operazioni di imitazione, evocazione e contraffazione tanto sul mercato fisico quanto su quello online. Prosek, Aceto balsamico e Bolgheri sono solo i casi più recenti di una normativa che va potenziata e resa più rapida, efficace e uniforme non solo all’interno del mercato comune, ma (soprattutto) nel mercato globale. D’altra parte, i consorzi di tutela devono essere i protagonisti del nuovo sistema di qualità europeo e garantire le tipiche azioni di tutela e promozione ma acquisire anche nuove competenze in termini di controllo dell’offerta e di commercializzazione delle produzioni”.

Il ministro conclude il suo intervento ricordando “la necessità che tutte le componenti della filiera e le istituzioni facciano sistema per portare in Europa la nostra visone strategica del futuro delle Indicazioni Geografiche. Ritengo che questo “gioco di squadra” sia decisivo per affrontare tutti i temi e le riforme che attualmente sono in discussione da parte delle istituzioni europee. Penso alla revisione della normativa in materia di etichettatura degli alimenti e del vino, (con la nostra opposizione al Nutriscore che trova sempre più alleati) o al dibattito cibo-salute che rischia di danneggiare alcune delle più importanti filiere agroalimentari nazionali”.

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