giovedì , Ottobre 21 2021
Home / Comunicazione / Agricoltura, Pesca & Ambiente / Patuanelli in difesa del “Prosecco” contro il croato “Prosek”

Patuanelli in difesa del “Prosecco” contro il croato “Prosek”

“Le eccellenze del patrimonio agroalimentare italiano sono una componente fondamentale dell’affermazione del Made in Italy sui mercati globali e il sistema europeo delle Indicazioni Geografiche (DOP e IGP) ne rappresenta un potente strumento di promozione e tutela. Grazie alla distintività delle nostre produzioni, l’Italia è prima in Europa per numero di marchi riconosciuti (838 DOP e IGP). L’Italia non produce cibo. L’Italia produce distintività e tradizione”. 

Sono le parole pronunciate dal ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli al Senato durante l’esposizione dell’Informativa sulla tutela della denominazione di origine controllata del “Prosecco”, in seguito all’avvenuta pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Ue Gazzetta della domanda di protezione della menzione tradizionale “Prosek”, presentata dalla Croazia e già preannunciata dal Commissario Ue all’Agricoltura Wojciechowski.  

Patuanelli ha sottolineato la necessità di tutelare i prodotti agroalimentari italiani e massimizzare gli sforzi nella lotta alla contraffazione contrastando il fenomeno dell’Italian Sounding anche grazie all’azione di controllo dell’Ispettorato e del Comando carabinieri per la tutela agroalimentare.

“Il settore interessa 285 Consorzi di Tutela e oltre 180.000 addetti – ha spiegato il ministro ai senatori in aula – per un valore della produzione pari a circa il 20 per cento del totale agroalimentare nazionale. Oggi, la ripresa del settore agricolo e della trasformazione industriale dipende in larga parte dalla crescita del mercato estero e i primi dati di quest’anno indicano che nel 2021 potrebbe essere superata la soglia storica di 50 miliardi di euro di esportazioni agroalimentari. All’interno dei marchi a dominazione, il Prosecco rappresenta una tipicità esclusivamente italiana nonché il caso di maggiore successo commerciale degli ultimi anni: nel 2020 sono state prodotte 500 milioni di bottiglie per 2,4 miliardi di euro di fatturato al consumo”.

Poi ha continuato il suo intervento entrando nel vivo dell’Informativa: “Nell’arco di poco più di un decennio dalla sua costituzione (2009), il Prosecco è diventata la prima DOP italiana nel comparto del vino: negli ultimi 5 anni, sia le esportazioni che il valore della produzione sono aumentate di circa il 30 per cento, arrivando a sfiorare una quota del 25 per cento sul valore totale nazionale delle DOP vino [dati 2020, Istat- Ismea]. Nello stesso periodo di tempo il Prosecco ha svolto un ruolo determinante nella crescita delle esportazioni di vino italiano fino a raggiungere, nel 2020, una quota di oltre il 16 per cento del totale [dati Istat, aggiornati a giugno 2021]. Oggi, oltre i tre quarti delle bottiglie prodotte sono collocati all’estero (specie nel Regno Unito, in USA e in Germania). Tale effetto trainante si riflette anche nei risultati dell’export di vino del primo semestre 2021, che cresce del 15,2 per cento rispetto al primo semestre 2020, a fronte di una crescita del 12,2 per cento del settore agroalimentare nel suo complesso [dati Istat, aggiornati a giugno 2021]. È anche per tali ragioni che la vicenda oggetto è oggetto della massima attenzione da parte mia e del Ministero, al fine di tutelare il mercato agroalimentare italiano e una delle nostre eccellenze vitivinicole.

Nel mese di giugno la Commissione europea ha posto all’attenzione degli Stati membri un documento di lavoro relativo alla pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, della domanda di protezione della Menzione Tradizionale “Prosek” nel settore vitivinicolo, presentata dalla Croazia ai sensi dell’articolo 113 del Regolamento (UE) n. 1308/2013. 

Sin da subito, nel corso del Comitato di Gestione europeo del 29 giugno, abbiamo espresso la netta contrarietà alla proposta, in quanto non solo la traduzione di detta Menzione corrisponde al nome della DOC “Prosecco” e delle DOCG “Conegliano Valdobbiadene-Prosecco” e “Colli Asolani-Prosecco”, protette come DOP e come tali iscritte nel relativo registro della Commissione; ma anche perché l’eventuale autorizzazione all’uso del Prosek croato avrebbe creato un pericoloso precedente di istituzionalizzazione dell’Italian Sounding. Ciò non di meno, la Commissione ha ritenuto che non sussistessero ragioni ostative alla pubblicazione della domanda.

Pur mantenendo altissima l’attenzione sulla vicenda, ci tengo comunque a rassicurarvi sul fatto che, ad oggi, non è ancora stata presa, nel merito, una decisione definitiva sulla registrazione del Prosek, dal momento che la normativa europea ci consente, in sede di opposizione, di far valere le nostre ragioni.

Lo stesso Commissario UE all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, chiamato in causa dal sottoscritto e dai rappresentanti delle Regioni nel corso del recente G20 dell’Agricoltura, nell’asserire che la questione del Prosecco è assai specifica e che il punto di vista dell’Italia sarà preso in seria considerazione, ha dichiarato che la questione è tutt’altro che conclusa. 

Come previsto dalla normativa europea, dunque, nei 60 giorni decorrenti dalla pubblicazione della richiesta di registrazione in Gazzetta Ufficiale – pubblicazione, ad oggi, non ancora intervenuta – faremo opposizione formale nei confronti della domanda croata. E lo faremo in modo adeguato e compatto, sia con l’ausilio delle strutture tecniche del ministero sia con la pressione, l’azione e l’interlocuzione politica che eserciteremo nei confronti di Bruxelles. 

È stato già attivato, infatti, un tavolo tecnico per predisporre una dichiarazione debitamente motivata, relativa alle condizioni di ammissibilità, al fine di opporci a quanto proposto dalla Croazia”.

A conclusione dell’intervento, Patuanelli ha ribadito il suo impegno a sostegno del settore agroalimentare e vitivinicolo italiano “Metteremo in campo tutte le nostre forze e le nostre energie per bloccare questa errata ed assurda decisione, che mortifica la storia e l’identità dei nostri territori e penalizza produttori e consumatori”.

Check Also

HEXAGRO

Hexagro: l’orto verticale direttamente a casa

Ripensare all’agricoltura a Km 0 attraverso un concetto di sostenibilità verticale. Prende il via qui …