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Senato: ok alla nuova legge sull’imprenditoria agricola giovanile

È arrivato ieri il sì definitivo del Senato al ddl sull’imprenditoria giovanile nel settore agricolo. Nella seduta di mercoledì 28 febbraio l’Assemblea ha approvato il ddl n. 931 che reca disposizioni per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo. La votazione finale ha interessato 142 senatori che si sono espressi con 85 voti favorevoli, 37 contrari e 20 astenuti.

Il decreto è l’esito dell’iniziativa parlamentare di Mirco Carloni (Lega), con la trasmissione del testo in Senato in data 9 novembre 2023, assegnato in sede redigente alla 9a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare). Relatore della proposta di legge, Giorgio Maria Bergesio (Lega), che nell’illustrare in aula il provvedimento, composto da tredici articoli, ha sottolineato l’importanza di affrontare le difficoltà che i giovani imprenditori agricoli incontrano nell’insediamento e nella permanenza nel settore attraverso misure concrete, tra cui l’istituzione di un fondo per il primo insediamento dei giovani, agevolazioni fiscali, crediti d’imposta per la formazione e la partecipazione ai corsi, nonché l’istituzione di un osservatorio nazionale per l’imprenditoria giovanile in agricoltura: misure fondamentali per garantire la sostenibilità e la competitività del settore primario, oltre a favorire il ricambio generazionale.

La legge appena approvata prevede lo stanziamento di 200 milioni per i giovani imprenditori agricoli e l’istituzione di un fondo di 15 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024, destinato al cofinanziamento di programmi predisposti dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano per favorire il primo insediamento dei giovani nel settore agricolo per interventi finalizzati:

  • all’acquisto di terreni e strutture necessari per l’avvio dell’attività imprenditoriale agricola;
  • all’acquisto di beni strumentali, con priorità per quelli destinati ad accrescere l’efficienza aziendale e a introdurre innovazioni relative al prodotto, alle pratiche di coltivazione e di manutenzione naturale dei terreni e al processo di coltivazione dei prodotti attraverso tecniche di precisione;
  • all’ampliamento dell’unità minima produttiva, definita secondo la localizzazione, l’indirizzo colturale e l’impiego di mano d’opera, al fine di promuovere l’efficienza aziendale;
  • all’acquisto di complessi aziendali già operativi.

Nel testo determinata anche la facoltà di optare per un regime fiscale agevolato consistente nel pagamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’imposta regionale sulle attività produttive, determinata applicando l’aliquota del 12,5 per cento alla base imponibile costituita dal reddito d’impresa prodotto nel periodo d’imposta. Contemplato anche un credito d’imposta per la partecipazione a corsi di formazione pari all’80% delle spese effettivamente sostenute nell’anno 2024 e idoneamente documentate, fino ad un importo massimo di euro 2.500 per ciascun beneficiario per l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2021. Previste inoltre agevolazioni fiscali per l’ampliamento delle superfici coltivate a decorrere dal 1° gennaio 2024, per i giovani imprenditori agricoli, aventi la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale e iscritti alla relativa gestione previdenziale, che acquistino o permutino terreni agricoli e loro pertinenze. Nell’ art. 10 del disegno di legge si contempla la costituzione di un Osservatorio nazionale per l’imprenditoria e il lavoro giovanile nell’agricoltura (ONILGA) composto da rappresentanti del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare e del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori del settore agricolo e delle associazioni dei giovani operanti nei settori agricolo e agroalimentare.

Dalla sua pagina Facebook commenta così il relatore del provvedimento Giorgio Maria Bergesio: “Approvata la proposta di legge della Lega, a prima firma Carloni, che aiuta i giovani imprenditori agricoli. Una serie di norme e provvedimenti, fortemente voluti dalla Lega, che incentivano il ricambio generazionale nel mondo dell’agricoltura – si legge in un recente post. “Con questa legge si favorisce il primo insediamento dei giovani imprenditori, in particolare agevolando l’acquisto di terreni e di strutture necessari per avviare l’attività imprenditoriale, l’acquisto di beni strumentali, l’ampliamento dell’unità minima produttiva e l’acquisto di complessi aziendali già operativi. Inoltre si introduce la possibilità per chi apre un’impresa agricola di optare per un regime fiscale agevolato e crediti d’imposta per partecipare ai corsi di formazione. Misure concrete che permettono ai giovani di investire e portare avanti la grande tradizione dell’agricoltura italiana”.

Dopo l’approvazione dell’articolato, nelle dichiarazioni finali sono intervenuti a favore del provvedimento alcuni esponenti della maggioranza. Adriano Paroli (Forza Italia), ha ribadito la necessità di semplificare le normative e di ridurre gli oneri fiscali e burocratici per favorire gli imprenditori agricoli; Mara Bizzotto (Lega), ha sottolineato l’urgente necessità di investire sui giovani per garantire la competitività dell’agricoltura italiana nel mondo e difendere il made in Italy; Luca De Carlo (Fratelli d’Italia), ha elogiato l’esecutivo per l’incremento delle risorse destinate al settore rispetto ai governi precedenti e ringraziato il ministro Lollobrigida per il suo impegno a livello europeo nel promuovere un’agricoltura diversa e sostenibile. Anche l’opposizione ha detto la sua in merito al provvedimento appena passato in aula. Aurora Floridia (Europa Verde) e Silvio Franceschelli (Partito Democratico) hanno dichiarato un voto contrario: Alleanza Verdi e Sinistra ha condannato l’approvazione della PAC, che avvantaggia le multinazionali a scapito dei piccoli agricoltori, mentre il governo ignora il green deal e manca di una visione che favorisca la transizione verso un’agricoltura sostenibile e digitalizzata; il PD ha criticato l’approccio filosofico alla PAC e ribadito l’importanza dell’innovazione e della ricerca per affrontare le sfide del settore agricolo, con particolare attenzione al passaggio delle conoscenze e dell’esperienza tra le generazioni. Gisella Naturale (M5S), nell’annunciare l’astensione, ha evidenziato invece la mancanza di risorse adeguate per il settore, destinando solo 15 milioni di euro per l’intero territorio, e di misure specifiche per sostenere le donne imprenditrici agricole. Anche secondo Dafne Musolino (Italia Viva – Il Centro – Renew Europe) il provvedimento è un tentativo superficiale del governo di affrontare le difficoltà del settore agricolo giovanile, sottolineando l’assenza di misure specifiche per contrastare il predominio delle aziende a conduzione familiare.

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