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Tartufo bianco: la Francia annuncia di poterlo coltivare

L’oro bianco, il pregiatissimo Tartufo Bianco del Piemonte, si può coltivare. Ad annunciarlo è l’Inrae (Instituto nazionale di ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente francese) che dopo otto anni di ricerca congiunta con i vivai Robin sono riusciti a realizzare in Francia le prime piantagioni di tartufo finalizzate alla sua coltivazione.  I risultati scientifici di questo lavoro che ha interessato cinque piantagioni francesi, sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Mycorrhiza dove viene illustrato il percorso che ha portato ad ottenere i primi raccolti.

Dal 2008, il vivaio Robin commercializza alberi micorrizati di Tuber magnatum, noto come tartufo bianco, su licenza e controllo di Inrae. Ogni pianta viene controllata da esperti che verificano la presenza di tartufi, analizzando le caratteristiche morfologiche ed eseguendo analisi del DNA. Il primo risultato riscontrato dalla ricerca è stata la persistenza nel terreno da tre a otto anni dopo la piantagione del tartufo bianco per quattro piantagioni distribuite in regioni con climi diversi (Rhône-Alpes, Bourgogne Franche Comté e Nouvelle Aquitaine).

Il risultato principale di questo lavoro è stata comunque la raccolta nel 2019 di tre tartufi, altri quattro nel 2020 nella piantagione di Nouvelle-Aquitaine. Questi tartufi sono i primi ad essere ottenuti in una piantagione al di fuori dell’area geografica naturale di questa specie.

Il Tuber magnatum Pico, noto come Tartufo Bianco del Piemonte o Tartufo Bianco Italiano, è il tartufo più raro e costoso. Cresce esclusivamente nella foresta in alcuni paesi europei, ma l’offerta spesso non riesce a soddisfare la forte domanda globale di questo fungo. Il risultato di questa ricerca dimostra secondo l’Inrae la fattibilità di coltivare il tartufo bianco in tutto il mondo piantando piante micorrizate.

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