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Ue, metà dei cittadini scontenta della politica agricola

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Ad essere scontenti della politica agricola dell’Ue non sono solo gli agricoltori, ma anche gli stessi cittadini. Secondo un sondaggio condotto da Ipsos per Euronews, infatti, su 26mila intervistati in 18 Paesi, la metà degli elettori “ritiene che le azioni dell’Unione europea abbiano un impatto negativo sulla protezione dell’agricoltura europea e sull’indipendenza alimentare dell’Ue”, riporta Euronews.

Il sondaggio, realizzato in vista delle prossime elezioni, ha rilevato un generale malcontento che, fatta eccezione per Danimarca e Romania, aumenta soprattutto nei Paesi con la più alta produzione agricola.
Alan Matthews, professore di Politica agricola europea al Trinity College di Dublino, ha commentato “è interessante che gli intervistati dei maggiori Paesi produttori dell’Ue, con in testa la Francia ma anche la Polonia, la Spagna e l’Italia, abbiano le opinioni più negative”.

Spiegando che se gli intervistati hanno risposto così è “perché ritengono che la spinta verso una maggiore tutela ambientale abbia reso l’agricoltura dell’Ue non competitiva o perché pensano che l’Ue non abbia preso misure sufficienti per prevenire importazioni più competitive attraverso la politica commerciale”, scrive Euronews.

Inoltre, ad essere più critici nei confronti della linea europea sono soprattutto coloro che sostengono partiti di estrema destra di Identità e democrazia (Id) e del gruppo dei conservatori e riformisti europei (Ecr), al contrario degli elettori di sinistra e verdi, le cui opinioni sono meno dure.

Il professor Matthews ha anche collegato il risultato dei sondaggi con una recente indagine di Eurobarometro, che ha sondato le opinioni dei cittadini sul rapporto tra commercio internazionale e agricoltura.

“Quasi nove intervistati su dieci concordano sul fatto che le importazioni di prodotti agricoli di qualsiasi origine dovrebbero entrare nell’Ue solo se la loro produzione è conforme agli standard ambientali e di benessere degli animali dell’Ue”. Inoltre, la maggior parte degli intervistati dell’Eurobarometro è favorevole all’introduzione di barriere commerciali sulle importazioni, a eccezione dei Paesi in via di sviluppo.

In generale tra proteste degli agricoltori e malcontento dei cittadini, l’Unione europea è stata costretta a diversi passi indietro, non da ultimo la revisione della Pac. Di fatto il sentore comune è quello di un fallimento della politica agricola dell’Ue, che non riesce a capitalizzare i finanziamenti destinati all’agricoltura, voce che peraltro rappresenta un terzo del bilancio complessivo dell’Unione.

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