
A pochi giorni dal vertice Ue del 19 e 20 marzo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen imprime un’accelerazione sulla revisione del sistema Ets (Emissions Trading System), con l’obiettivo di adattarlo alle nuove sfide economiche ed energetiche. È quanto emerge dalla lettera inviata dalla von der Leyen ai capi di Stato e di governo in vista del prossimo Consiglio europeo.
“Stiamo accelerando il lavoro sulla prossima revisione dell’Ets, in particolare per definire una traiettoria di decarbonizzazione più realistica oltre il 2030”, ha annunciato la presidente, sottolineando la necessità di aggiornare uno degli strumenti chiave della politica climatica europea.
Tra le novità in arrivo, la Commissione adotterà a breve i nuovi benchmark dell’Ets, tenendo conto delle preoccupazioni espresse dall’industria. Il sistema di scambio delle emissioni viene confermato come “uno strumento collaudato per guidare la trasformazione industriale”, ma dovrà essere adattato “alle nuove realtà”. Bruxelles intende inoltre rafforzare la riserva di stabilità del mercato, con l’obiettivo di contrastare l’eccessiva volatilità dei prezzi e mantenerli sotto controllo nel breve periodo.
“Dal 2005, anno di introduzione dell’Ets, l’Europa ha già ridotto il consumo di gas di 100 miliardi di metri cubi, contribuendo – sottolinea von der Leyen – a proteggere i consumatori dai prezzi elevati. Il sistema, basato sul mercato e tecnologicamente neutrale, ha garantito certezza per gli investimenti a lungo termine, premiando le aziende più rapide nella transizione”.
Un altro pilastro della strategia riguarda il supporto alle industrie ad alta intensità energetica. La Commissione lavorerà a uno strumento ponte rapido, finanziato tramite quote Ets, in vista della creazione della Industrial Decarbonization Bank, con particolare attenzione ai Paesi a reddito più basso. “Dobbiamo accelerare il sostegno alle industrie ad alta intensità energetica mentre si modernizzano e decarbonizzano”, spiega la presidente.
Sul fronte energetico, von der Leyen evidenzia come la sicurezza dell’approvvigionamento dell’Unione sia attualmente garantita, ma mette in guardia dall’impatto dei prezzi dei combustibili fossili sull’economia. Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha speso 6 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili, un segnale della persistente dipendenza energetica. Un’eventuale interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere conseguenze significative.
La lettera affronta anche il nodo della riduzione delle tasse sull’elettricità. Per la presidente, esiste un ampio margine di intervento per ridurre la tassazione dell’elettricità, eliminare prelievi non energetici dalle bollette e garantire un trattamento fiscale più favorevole rispetto ai combustibili fossili. “In molti casi – evidenzia la von der Leyen – l’elettricità è tassata in modo molto più pesante, fino a quindici volte, rispetto al gas. Ciò pone un onere sproporzionato sulle imprese, in particolare sulle industrie ad alto consumo energetico che stanno compiendo la transizione verso l’elettrificazione e la decarbonizzazione”.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
