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Vinitaly 2026: valgono 12 miliardi i consumi di vino nella ristorazione

Ammonta a 12 miliardi di euro il valore dei consumi di vino in ristoranti, trattorie, pizzerie e wine bar con un’incidenza superiore al 21% dello scontrino medio. Un dato che conferma il peso strategico del vino nel settore Horeca, contribuendo in modo significativo ai 59,3 miliardi di euro di valore aggiunto complessivo, nonostante un anno segnato da una contrazione sia della spesa sia dei volumi. È quanto presentato dall’Osservatorio Fipe-Uiv “Vino & Ristorazione” durante la 58esima edizione di Vinitaly 2026, il Salone internazionale dei vini e dei distillati in corso a Veronafiere dal 12 al 15 aprile.

L’indagine, condotta su un campione di 500 imprese della ristorazione, evidenzia che oltre la metà dei ristoratori segnala ordini stabili rispetto al biennio 2021-2022; tuttavia, si registra un saldo negativo nella spesa (-17) e ancor più nei consumi (-28) e le flessioni più marcate riguardano ristoranti e trattorie (-35 sui volumi).

A incidere è soprattutto il calo della domanda, indicato come principale criticità dal 53% degli operatori. Sul fronte delle preferenze, cambia il gusto dei consumatori con i vini bianchi leggeri e spumanti in crescita, mentre e i rossi, soprattutto i più strutturati, sono in difficoltà. Un orientamento verso la “leggerezza” che rispecchia l’andamento del mercato.

Il vino resta un elemento centrale dell’offerta con la carta dei vini presente in 3 ristoranti su 4 e nella metà delle pizzerie-ristoranti. Complessivamente si contano 4,1 milioni di etichette in carta ma nel 54% dei casi la carta viene aggiornata meno di una volta l’anno e un terzo dei locali non investe in formazione enologica (dato che sale al 61% nelle pizzerie).

I cocktail sono ormai presenti in oltre un quinto dei locali, ma il rapporto con il vino resta dominante: il 44% di ristoranti e pizzerie considera la mixology non coerente con il proprio posizionamento.

Accanto alla ristorazione, i dati del “Report Enoturismo e Vendite Direct-to-Consumer 2026” di Wine Suite, presentato nell’ambito di Vinitaly Tourism, delineano un comparto in forte espansione. In Italia l’enoturismo vale 15 milioni di visitatori in cantina e 3 miliardi di euro di spesa complessiva. Le cantine più strutturate registrano un +16,8% di visitatori annui e un 21% di vendite dirette post-visita. Il 43,3% dei visitatori proviene dall’estero, segno di una crescente internazionalizzazione della domanda. Nonostante la crescita, il settore evidenzia alcune criticità. La sfida principale è portare turisti in cantina (36,8%). Tra gli ostacoli allo sviluppo dell’enoturismo compaiono le risorse finanziarie (31,6%) e la necessità di costruire maggiori collaborazioni con enti locali (27,6%). A livello strutturale, pesano la frammentazione del sistema (36,8%), le infrastrutture (30,3%) e la debolezza del marketing nazionale (25%).

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