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PA: 50 milioni per la trasformazione digitale

Un piano da 50 milioni per promuovere la trasformazione digitale dei servizi dei Comuni. La ministra per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano, ha esposto agli assessori alla Digitalizzazione delle varie regioni, il piano per l’utilizzo del Fondo Innovazione, così come previsto nell’articolo 239 del decreto Rilancio. Le risorse finanziarie del fondo verranno impiegate innanzitutto per aumentare la tipologia di pratiche che gli italiani possono svolgere autonomamente per via telematica.

La prima dotazione di 50 milioni di euro servirà a digitalizzare i servizi della Pubblica amministrazione rivolti ai cittadini ed alle imprese fino a raggiungere l’obiettivo di far sì che entro il 28 febbraio 2021, come prevede il decreto legge su ‘Semplificazione e Innovazione digitale’, i Comuni abbiano adottato l’identità digitale Spid come credenziale per usufruire dei servizi online, abbiano avviato il trasferimento dei servizi nell’applicazione “Io” per renderli fruibili da smartphone e abbiano reso possibili i pagamenti in modalità elettronica attraverso la piattaforma “pagoPa”.

Le Regioni hanno risposto positivamente al programma presentato dal ministero e hanno dato la loro disponibilità a presentare in tempi brevi, progetti per supportare i Comuni nell’adozione delle piattaforme di identità digitale e pagamenti digitali nell’ambito di un’azione regionale coordinata.

Commenti positivi sono arrivati anche dai vari rappresentanti ministeriali.

La ministra Pisano ha affermato: “Malgrado la pandemia ci imponga di dedicare molti sforzi al presente, in questo momento dobbiamo continuare a lavorare coesi anche per il futuro del nostro Paese. Dunque occorre perseverare nell’azione volta a raggiungere gli obiettivi di trasformazione digitale dei servizi pubblici. Per realizzarla è indispensabile creare una sinergia con le Regioni, le quali devono avere un ruolo strategico per favorire la trasformazione dei servizi affidati ai Comuni. E’ un’occasione per dimostrare che lo Stato, le Regioni e i Comuni lavorano insieme per rendere i servizi pubblici più efficienti, più semplici per gli utenti e più competitivo il nostro Paese”.

La ministra per la Pubblica amministrazione Fabiana Dadone ha aggiunto: “L’innovazione digitale non potrà mai avere gli impatti che auspichiamo se non sarà inclusiva. Nessuno deve rimanere indietro: ecco perché è decisivo che tutti i livelli istituzionali lavorino in sinergia per consentire anche ai Comuni più piccoli di cogliere questa opportunità. Naturalmente, la digitalizzazione è un mezzo, uno strumento, non un fine. Non a caso, stiamo lavorando per migliorare le competenze nel pubblico impiego, così da riuscire sempre più ad avvicinare la Pa e i suoi servizi a cittadini e imprese”.

Il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ha infine sottolineato: “Il Fondo per la digitalizzazione degli enti locali è un’occasione importante per diffondere l’utilizzo delle piattaforme digitali abilitanti dello Stato come pagoPa, Spid e App Io. Lo scopo di questa iniziativa è diffondere servizi pubblici digitali sempre più a misura di cittadino incentivando l’uso di pagamenti digitali verso la Pubblica amministrazione, valorizzando le infrastrutture tecnologiche regionali e le best practice nazionali. Le Regioni, infatti, avranno un importante ruolo di facilitatore/intermediario tra lo Stato centrale ed enti locali con l’obiettivo di creare dei poli di eccellenza in cui le Regioni sono protagoniste nel “trainare” i piccoli Comuni accelerandone il loro processo di digitalizzazione”.

Il ruolo della digitalizzazione dei servizi è oggi più che mai fondamentale per una semplificazione della burocrazia, per velocizzare i tempi di erogazione dei servizi e diminuire i costi delle strutture e soprattutto per migliorare il rapporto tra Pubblica amministrazione e cittadino. La digitalizzazione del Paese avrà  anche un impatto positivo sull’economia. L’aumento della domanda di tecnologie innovative da parte della Pubblica Amministrazione si prospetta come un importante motore di crescita che può incentivare aziende, start up e produttori di software (software house) del Paese verso la creazione di sistemi sempre più avanzati progettati per la Pubblica amministrazione, riconoscendola così come committente privilegiato.

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