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Bonus nido 2017 in arrivo: ecco tutte le info

Il bonus nido 2017 è un contributo di 1000 euro l’anno versato dall’Inps in 11 mensilità da circa 90,9 euro l’una.

bonus nido 2017

In arrivo il bonus nido 2017 per dare una mano alle famiglie nel pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati. Una novità presente nel pacchetto famiglia dell’ultima legge di Bilancio e che si va ad aggiungere al recente “bonus mamma domani 2017”. Ancora però non è possibile farne richiesta del bonus nido 2017 perché si aspettano le istruzioni operative che l’Inps dovrà pubblicare entro il 18 maggio. Vediamo nel dettaglio:

Cos’è e a chi è destinato. Il bonus nido 2017 è un contributo di 1000 euro l’anno versato dall’Inps in 11 mensilità da circa 90,9 euro l’una. Si rivolge ai genitori con un figlio nato o adottato dal primo gennaio 2016 in poi. Come il bonus mamma domani, il bonus nido non prevede alcun tetto di reddito. C’è però un limite di tempo: quando il bambino compie tre anni non si ha più diritto all’assegno. Inoltre, il genitore deve essere la persona che paga materialmente la retta dell’asilo, essere residente in Italia e convivere con il figlio ed avere cittadinanza comunitaria oppure avere il permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo.

Come presentare la domanda. Il bonus nido 2017 dovrà essere richiesto all’Inps tramite il portale servizi per il cittadino, appena sarà tutto predisposto dall’ente di previdenza. Ad ogni modo i genitori dovranno inviare all’Inps la documentazione che attesta l’iscrizione del bambino all’asilo e l’avvenuto pagamento della retta.

Limiti di spesa e cumulabilità.  Il bonus nido 2017 può contare su un tesoretto di massima da 144 milioni di euro per il 2017, che saliranno a 250 milioni l’anno prossimo, a 300 milioni nel 2019 e a 330 milioni dal 2020 in poi.  Il bonus nido 2017 non è però cumulabile né con l’agevolazione del 19% applicabile su una spesa massima di 632 euro, perciò il valore dello sconto non può superare i 120 euro, né con i voucher asili nido o baby-sitting, riconosciuti alle madri lavoratrici dipendenti o autonome in sostituzione anche parziale del congedo parentale.

Attenzione. In caso di “scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al limite di spesa programmato – si legge ancora nella legge di Bilancio – l’Inps non prende in esame ulteriori domande”. Questo significa che è una gara di velocità: i soldi vanno a chi è più rapido nel presentare la domanda, non a chi ne ha più bisogno.

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