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Come sostenere l’economia dopo il terremoto

Amatrice, 24 agosto 2016 (AP Photo/Alessandra Tarantino)
Amatrice, 24 agosto 2016
(AP Photo/Alessandra Tarantino)

Quando una calamità si abbatte oltre agli aiuti umanitari serve sempre utilizzare un po’ di umanità nelle scelte quotidiane aiutando la ripresa economica locale. Basta poco poiché basta veicolare le proprie scelte in funzione dei prodotti tipici del luogo, scelta che di solito oltre a promuovere le piccole imprese favorisce anche nuove gustose scoperte. Nell’ultimo anno in Italia sono state diverse le iniziative partite dal web e poi diventate concrete a favore di aziende italiane, come ad esempio quella dopo l’’alluvione che ha messo in ginocchio il Beneventano e il Sannio e con cui si è prediletta la scelta del pastificio Rummo duramente colpito, oppure altre iniziative spesso spontanee che hanno coinvolto cuochi, clienti, agricoltori e produttori a favore di Amatrice. Ora la nuova emergenza è a favore della Valnerina dato che l’’economia di Norcia, Preci e Cascia (ma anche di altre zone, come Monteleone di Spoleto e non solo) è gravemente compromessa. Sono tante le attività che a Norcia e nel resto della Valnerina hanno cercato di riprendere più o meno regolarmente il lavoro (c’è chi addirittura non ha mai chiuso nonostante siano inagibili numerosi locali), utilizzando altri locali o addirittura mettendo in sicurezza alla bene e meglio le strutture danneggiate o addirittura favorendo l’acquisto dei prodotti riproponendoli a buon mercato sia attraverso l’acquisto in loco che attraverso spedizione. terremoto-1024x683Si consiglia di far affidamento ai canali ufficiali piuttosto che ciò che circola su social network e sui cellulari poiché anche in questi casi le frodi alimentari e gli sciacallaggi sono all’ordine del giorno. Si tratta per la maggior parte di piccole aziende a conduzione familiare che vendono prodotti tipici che nonostante abbiano magazzini considerati a rischio frana non si allontanano per paura di essere derubati di quel poco che gli è rimasto; proprio per questo la polizia postale si è mossa in prima linea per evitare i tranelli dando una serie di consigli utili che prendono in esame il prezzo (se eccessivamente conveniente potrebbe essere fasullo) e le  foto che se troppo di bell’aspetto potrebbero essere prese da altri siti, ma soprattutto l’importante è prestare grande attenzione ai pagamenti sul web: meglio utilizzare metodi rintracciabili come IBAN su conto italiano e PayPal ed in caso contattare la Guardia di Finanza. Ad ora unico sito autorizzato in cui esiste un elenco controllato delle aziende è quello di Valnerina online, dove ci sono i prodotti non solo di Norcia ma anche di Cascia, Preci e Amatrice. Insomma mettersi una mano sulla coscienza e sul portafogli per essere concretamente utili sembra l’unica via in un Paese come il nostro dove nonostante gli agenti atmosferici siano imprevedibili e, secondo i dati del Consiglio nazionale dei geologi, siano 24milioni le persone che vivono in zone a rischio sismico, l’unico a coprire i danni è solo lo Stato a differenza degli stati europei in cui è già consolidato da tempo un sistema basato sulla sinergia tra pubblico e privato e dove i danni provocati dalle calamità sono coperti dalle compagnie di assicurazione mentre in Italia la mancanza di regole certe è causa di altre questioni irrisolte, come la possibilità per le compagnie di scegliere discrezionalmente le zone dove assicurare e l’inesistenza di agevolazioni fiscali per chi sottoscrive una polizza antisismica. Sta di fatto che insieme alle chiese e alle case a subire le conseguenze del terremoto ci sono le attività simbolo della cultura gastronomica dell’Umbria e su queste bisogna puntare comprando soprattutto salumi, formaggio, tartufi, lenticchie e zafferano locali. Tra questi prodotti un po’ più tradizionali troviamo anche un raro cereale di antica tradizione: la cicerchia seminato in primavera, raccolto nel mese di luglio e fatto essiccare naturalmente sul terreno, ricca di proteine, fibra e potassio. norcia-terremoto Nel Parco dei Monti Sibillini dove troviamo la piana in cui sorge Castelluccio di Norcia viene coltivata la Lenticchia Igp su una superficie di circa 20 chilometri quadrati da almeno 5mila anni. Oltre al particolare ed intenso gusto la coltivazione è perlopiù biologica avendo una straordinaria resistenza ai parassiti e si tratta di uno dei legumi italiani più ricercati ma non per questo non bisogna in questo momento prediligerla! Uno dei prodotti di punta della zona di Norcia è anche il tartufo nero, pregiatissimo e difficile da produrre data la particolare “ricetta” per averli che consiste in una combinazione tra acqua, calore e fulmini e per questo il 70% del mercato mondiale è servito da un solo produttore noto in tutto il mondo e che ha sede a Perugia; un prodotto che vanta anche una scienza dedicata chiamata idnologia. La zona di snodo tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo è caratterizzata da allevamenti ovini, suini e bovini, tra cui il vitellone bianco Igp dell’Appennino Centrale ed i Monti Sibillini è conosciuto per essere uno dei fulcri italiani della produzione suina; spicca la produzione di salami di fegato, salsicce di cinghiale e del Prosciutto Amatriciano Igp (una delle eccellenze prodotte nella provincia di Rieti, in vari comuni fra i quali Amatrice, Accumuli e Colli sul Velino) insieme al prosciutto di Norcia Igp ed il guanciale amatriciano che è una specialità tipica dei comuni di Amatrice, in provincia di Rieti, e di Campotosto, nell’aquilano, mentre un altro pregiatissimo salume è lo spalmabile Ciauscolo di Visso prodotto in provincia di Macerata. Oltre ai salumi è importante anche la produzione di formaggi, tra questi i pecorini di fossa del reatino e quelli dei Sibillini e dei monti della Laga oltre al formaggio di fossa di Sogliano della zona di Ascoli Piceno prodotto con latte ovino e vaccino, proveniente da allevamenti locali. Risultati immagini per terremoto 2016 agricolturaTra le eccellenze di Norcia ci sono invece la caciotta dolce, ma anche quella al tartufo e la ricotta salata. Il legume più noto del reatino è il fagiolo borbontino, che assomiglia al fagiolo borlotto, ma si distingue per la buccia molto sottile che lo rende più digeribile e delicato. Rinomato è anche il marrone antrodocano, dal sapore dolce e delicato. Questi prodotti, insieme alla patata di Leonessa o quella di Amatrice e al tartufo di Micigliano, sono i fiori all’occhiello dei coltivatori della provincia di Rieti. A Cave invece, una frazione del comune di Foligno, in provincia di Perugia è celebre storicamente per la produzione di un fagiolo di due rarissime varietà di pregio: il giallo e il verdino. Questo fagiolo, acquisisce un profilo organolettico e un gusto unico, grazie al terreno fertile e poco calcareo, che gli conferisce sapore e profumi intensi. La coltivazione avviene senza l’utilizzo di concimi chimici, pesticidi o diserbanti e la raccolta avviene tra agosto e settembre e la produzione è molto limitata e questo il fagiolo di Cave è considerata una rarità poiché quasi tutta la produzione viene utilizzata per una festa, la «Sagra del fagiolo di Cave», che si svolge nel mese di ottobre nella località umbra. A Monteleone di Spoleto, in provincia di Perugia, si produce l’unico farro Dop d’Italia, con cui vengono realizzati prodotti da forno e zuppe tipiche, mentre più d’élite è la produzione troviamo anche lo zafferano è un fiore pregiatissimo che in Italia cresce in prevalenza tra le montagne dell’Appennino Centrale. Molto noto è quello umbro di Cascia dove terreno, clima e ambiente consentono alla delicata pianta di crescere e svilupparsi mantenendo integre le sue proprietà. La mela dei monti Sibillini o mela rosa, prodotta nelle provincie di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, un’antica popolazione coltivata da sempre nelle Marche, tra i 450 e i 900 metri di altitudine. Ne esistono varie tipologie, tutte con in comune una polpa acidula e zuccherina e un profumo intenso e aromatico. Qualità che rendono questa mela perfetta anche per la preparazione di torte e dolci. Insomma diciamo che non sarà poi così spiacevole sostenere le popolazioni coinvolte dal terremoto, ed anzi questa potrebbe essere un’ottima iniziativa non solo per incentivare le produzioni tipiche ma anche per riscoprirne l’importanza.

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