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Finanza: si lavora per l’accordo sul contributo delle Regioni

Nel corso della Conferenza Stato-Regioni del 31 gennaio è stata di fatto raggiunta un’intesa politica sull’Accordo relativo alla la ripartizione del contributo alla finanza pubblica delle Regioni a statuto ordinario per gli anni 2018-2020.
Il tema era stato affrontato anche nel corso della Conferenza delle Regioni presieduta da Debora Serracchiani. “Abbiamo espresso un parere positivo – ha spiegato la presidente del Friuli Venezia Giulia sull’ultima tabella che è stata discussa con il governo” e in  “Conferenza Stato-Regioni riteniamo che il governo possa rispondere positivamente ad alcune richieste delle regioni a statuto ordinario. Se sara’ cosi’ – ha aggiunto – credo che gia’ oggi arriveremo a una definizione però la formalizzazione arrivera’ successivamente”.
L’assessore della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia, ha spiegato che l’intesa in questione “va chiusa per legge entro il 31 di gennaio” ed è un’intesa sui tagli, “cioè su come operare i tagli. È la ripartizione dei tagli in capo alle Regioni. Per parte nostra abbiamo raggiunto l’intesa, è il Governo che ha qualche perplessità, vediamo se riusciamo a chiuderla altrimenti rinviare oppure di non farla.
Ma alla fine della Conferenza Stato-Regioni è arrivata una fumata bianca. “Il governo – ha spiegato al termine della riunione il sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta – aprirà un tavolo con le regioni sul tema degli investimenti per fare in modo che vengano utilizzati e non vadano persi i 500 mln annuali per gli investimenti previsti dalla scorsa legge di bilancio. Si tratta,  dei “500 mln di euro per investimenti, usati negli anni precedenti, che sono nella legge di bilancio per il 2018 e 2019”. “Le regioni dovevano presentare il riparto in questi giorni, ma non lo hanno fatto e si rischia che non vengano spesi – ha osservato Baretta- Sarebbe sbagliato non usare questi soldi”. “La scelta è l’impegno del governo a presentare, appena il Parlamento riapre, una norma perché  non vengano persi questi 500 milioni – ha concluso – e una discussione immediata sui criteri che consentano il pieno utilizzo di questa cifra”. (Regioni)

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