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Addio a Gigi Proietti, “uno di famiglia”

Per quanto abusato, l’aggettivo “geniale” calza a pennello per Gigi Proietti, l’attore romano che c’ha lasciato – per quegli strani scherzi del destino – proprio nel giorno del suo ottantesimo compleanno. Grandissimo e poliedrico attore dal sorriso sornione come altri grandi della scena romana, da Petrolini a Fabrizi, da Panelli a Sordi, splendido cantante, bravo doppiatore, il condensato delle sue capacità di trasformista e carismatico narratore sono in quello spettacolo “A me gli occhi please”, con numerose repliche negli anni, che ha segnato il teatro comico italiano e che un po’ tutto abbiamo ammirato in teatro o in televisione.

Diploma al liceo classico “Augusto” su via Appia Nuova a Roma (abitava in via Tommaso da Celano), dove già si esibiva alle feste degli amici, iscritto a Giurisprudenza presso l’università “La Sapienza”, che abbandonerà a soli sei esami dalla laurea, ha avuto una lunga gavetta in una Roma particolarmente prolifica. S’è formato al Centro Teatro Ateneo, allievo di personaggi del calibro di Arnoldo Foà, Giulietta Masina e Giancarlo Sbragia, poi teatro impegnato (compreso Aristofane) e tanta sperimentazione.

Ci restano i tanti sketch, immortali, appartenenti per lo più al mondo televisivo, tra cui barzellette per sempre legate al suo nome. La consacrazione cinematografica nel film-cult “Febbre da cavallo”. Il personaggio di successo del maresciallo Rocca. La partecipazione a Sanremo con Stefano Palatresi e Peppino di Capri, quando ha omaggiato gli esordi della sua carriera nel pianobar.

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