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Piena solidarietà alla Cgil

“Quando il cittadino è passivo è la democrazia che s’ammala” scriveva Alexis de Tocqueville. L’assalto squadrista contro simboli civili, ma anche comuni cittadini, forze dell’ordine, giornalisti, operatori sanitari, beni comuni, arredo pubblico e privato, avvenuto nella giornata di sabato 9 ottobre 2021, rappresenta un’inconcepibile e gravissima ferita per la convivenza democratica e una vergogna che rievoca i tempi oscuri della nostra storia, in particolare quelle devastazioni del 1921, esattamente di un secolo fa.

L’incendio della Casa del popolo (Narodni dom) di Trieste nel 1920. Renzo De Felice l’ha definito “il vero battesimo dello squadrismo organizzato”

In quell’infausto anno, per chi se lo fosse scordato, fu proprio lo squadrismo a lacerare la coesistenza democratica con la pretesa d’instaurare un “ordine nuovo”. Dopo che i socialisti, nelle urne, conquistarono la maggioranza in ben 2.022 comuni italiani su 8.327, specie in Emilia-Romagna e Toscana, si verificarono innumerevoli atti di violenza con lo scopo primario di sconfessare il responso delle urne. Due atti fecero da prologo di una stagione tra le più violente nella storia del Paese: a luglio 1920 un incendio distrusse a Roma la tipografia del quotidiano socialista L’Avanti, mentre il 21 novembre 1920 a Bologna squadre fasciste impedirono la cerimonia d’insediamento della nuova amministrazione comunale socialista. Nell’anno seguente questo genere di atti crebbe di numero e d’intensità, potendo anche contare su un notevole margine d’impunità. Antonio Gramsci ricordava che in quell’anno “barbarico” – il 1921 – centinaia di italiani erano stati uccisi “dal piombo, dal pugnale, dalla mazza ferrata del fascista”, migliaia di liberi cittadini “bastonati, storpiati, feriti”, decine di amministratori di comuni democraticamente eletti “esiliati con bandi regolari” o costretti a dimettersi. A ciò si aggiunse la gravissima “prassi” di saccheggiare e distruggere Camere del lavoro e Case del popolo, pilastri della democrazia e dei diritti. Soltanto nel primo semestre 2021 si registrarono 726 distruzioni operate dal fascismo, tra cui 141 circoli socialisti e comunisti, 119 Camere del lavoro, 107 cooperatve, 100 circoli di cultura, 83 leghe contadine, 59 Case del popolo, 53 circoli operai e ricreativi, 28 sindacati, 17 tipografie e sedi di giornali, otto società mutue e un’università popolare.

L’assalto alla sede Cgil di Roma

Pur con le dovute differenze, i numerosi episodi di violenza attuati in modo organizzato nella giornata di sabato rinnovano comunque quei tentativi di sovvertire le regole di civile convivenza attentando ad un sindacato come la Cgil, organizzazione che costituisce un patrimonio storico e valoriale della democrazia italiana, assaltando in forze un reparto ospedaliero del Policlinico “Umberto I” di Roma o provocando guerriglia urbana o ancora ferendo i rappresentanti delle forze dell’ordine, rappresentanti dello Stato.

La democrazia va difesa quotidianamente. Ricordava Piero Calamandrei, tra i più lucidi accademici italiani eletti in parlamento, che “se noi siamo qui a parlare liberamente in quest’aula, in cui una sciagurata voce irrise e vilipese venticinque anni fa le istituzioni parlamentari, è perché per venti anni qualcuno ha continuato a credere nella democrazia, e questa sua religione ha testimoniato con la prigionia, l’esilio e la morte”. Non possiamo insomma dimenticare che tante persone, lontane dalle più comode apatia e indifferenza, hanno sacrificato la propria esistenza proprio per restituirci questo bene prezioso.

Pertanto la legittima espressione di idee, nel caso specifico di opposizione ai vaccini, manifestazione garantita dalla nostra Costituzione nonché fondamento delle moderne democrazie insieme alla funzione degli organismi sociali, non può degenerare in atti di forza brutale e di intolleranza. Come sindacato condanniamo ogni forma di violenza e invitiamo a respingere quanto mai uniti ogni atto di intimidazione e di odio, promuovendo la consapevolezza che la violenza costituisce uno strumento di lacerazione e di degenerazione per ogni società democratica.

Doveroso, quindi, esprimere piena solidarietà a Maurizio Landini, ai vertici e a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori iscritti alla Cgil. Il nostro sindacato datoriale auspica che le autorità preposte identifichino al più presto tutti i mandanti e gli esecutori degli atti di violenza perché Roma “si conquista” democraticamente e non con la forza bruta, e si proceda ad applicare le leggi, dimostrando che nessuna tolleranza è possibile verso chi si autoesclude in questo modo dai valori democratici.

Ha scritto Karl Popper: “I cittadini di una società civilizzata, le persone cioè che si comportano civilmente, non sono il risultato del caso, ma sono il risultato di un processo educativo. E in che cosa consiste fondamentalmente un modo civilizzato di comportarsi? Consiste nel ridurre la violenza. Se estendiamo una tolleranza illimitata anche nei confronti di chi è intollerante, se non siamo preparati a difendere una società tollerante contro l’assalto degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con loro”.

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