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L’Unsic di Messina in commissione Agricoltura del Senato

Audizione in commissione Agricoltura al Senato dell’agricoltura di Messina e dei Nebrodi: guidata da Piero Ricciardo, presidente dell’Unsic di Messina, Giuseppe Giordano presidente dell’Apom, i produttori olivicoli messinesi , Giosuè Catania della CIA di Catania-Messina, la delegazione, composta anche da Signorino Marzullo dell’Associazione culturale per la valorizzazione del nocciolo e dal vicepresidente Apom Francesco Aloi, ha illustrato in Senato, mercoledì 29 giugno, le urgenze e le prospettive dell’agricoltura messinese.

La richiesta, particolarmente sostenuta dal senatore Francesco Scoma, di un’audizione è nata dal disagio diffuso negli agricoltori messinesi e nebrodensi per l’accavallarsi di urgenze in campo fitosanitario ed ambientale. Particolarmente colpito il campo agrumicolo, minacciato dal diffondersi di nuove patologie provocate dall’importazione mal controllata di agrumi sudafricani e argentini; ma grave è anche la situazione della corilicoltura (noccioleti), per la diffusione del ghiro, un roditore non più controllato dai predatori naturali a causa degli scompensi ambientali, il cui impatto sulla produzione nazionale di nocciole contribuisce alla difficoltà del settore, con la conseguente penetrazione delle nocciole turche, sovente a rischio fitosanitario e di diversa qualità organolettica, in un campo tradizionale e importante per la tradizione alimentare italiana, specialmente dolciaria. Significativa anche la tensione tra gli olivicoltori, per il paventato arrivo della Xylella Fastidiosa, per ora rilevata solo in Puglia, ma che potrebbe diffondersi senza le adeguate misure di profilassi.

Le richieste della delegazione, che era accompagnata dal coordinatore del Centro Studi dell’Unsic Luca Cefisi, non si sono ridotte a una battaglia, che sarebbe ormai di retroguardia, all’insegna del protezionismo e dell’assistenzialismo, al contrario si è richiesto un maggiore investimento nella ricerca, sia preventiva in campo fitosanitario, garantendo per esempio la circolazione di piante porta-innesto libere da virus, sia per lo sviluppo di maggiore competitività e qualità dei prodotti italiani e siciliani. In questo senso, il rafforzamento del controllo delle caratteristiche igieniche dei prodotti importato appare non un pretesto, ma una reale necessità, che apre anche una questione di reciprocità con altri Paesi, che impongono di fatto barriere non tariffarie, ma appunto sanitarie al commercio transnazionale. In questo quadro, una competitività verso l’alto, sulla qualità, com’è stato sottolineato da Piero Ricciardo nel suo intervento a nome dell’Unsic, e non la concorrenza al ribasso sui prezzi senza riguardo per la qualità, deve essere il vero obiettivo di un’agricoltura moderna, ma per questo occorre investire, e occorre che le istituzioni facciano, tutte, la loro parte, non lasciando gli agricoltori soli di fronte all’inerzia burocratica e a dinamiche, quella dell’economia globalizzata, che richiedono interventi sofisticati e rapidissimi.

È possibile leggere il documento completo degli agricoltori sul sito web del Senato cliccando qui.

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