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Audiovisivo, Eurovisioni: servono regole per le nuove professioni e per l’IA

Quella di lunedì 30 ottobre 2023 è stata una giornata importante per il settore delle comunicazioni di massa, meglio conosciute come mass media, che ha segnato una svolta su più fronti.

Da una parte c’è stata la sottoscrizione dell’accordo di collaborazione tra l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e la Commissione europea per l’applicazione delle norme del regolamento del Digital service act (Dsa); dall’altra il ritorno, dopo tre anni di edizioni virtuali e on line, di EurovisioniFestival internazionale di cinema e televisione, ristabilito nel suo luogo storico, l’Accademia di Francia a Roma Villa Medici.

In attesa del completamento del nuovo disegno istituzionale  del Dsa, previsto per febbraio 2024, l’accordo, sottoscritto a margine della giornata internazionale Agcom-Eurovisioni dal presidente dell’Autorità Giacomo Lasorella e dal direttore generale della Dg Cnect della Commissione europea Roberto Viola, promuove e definisce la cornice procedurale per lo scambio di informazioni, dati, metodologie, sistemi tecnici e strumenti, al fine di coadiuvare la Commissione europea a identificare e valutare i rischi sistemici in cui possono incorrere le piattaforme on line di grandi dimensioni. Tra i principali rischi troviamo la diffusione di contenuti illegali e disinformazione, nonché gli effetti negativi sui minori di determinati contenuti.

Il tema scelto per la sua trentaseiesima edizione, nella Giornata internazionale di Eurovisoni, è la trasformazione delle regole del gioco fra internet, televisione e radio determinata dalla nuova normativa europea che sta entrando progressivamente in vigore e dall’arrivo dei nuovi sistemi di Intelligenza artificiale generativa. A ognuno dei tre argomenti è stato dedicato un panel specifico.

La lunga giornata di Eurovisoni si è aperta con i saluti del presidente Michel Boyon che ha esortato alla cooperazione tra professionisti della comunicazione per confrontarsi sulle evoluzioni del settore.

La parola è poi passata a Roberto Viola, direttore generale della Dg Cnect della Commissione europea, che ha evidenziato l’importanza di sbloccare in Europa il regolamento sull’Intelligenza artificiale, da mesi in discussione fra Parlamento, Commissione e Stati membri, ricordando la scadenza del negoziato europeo fissata per il prossimo 8 dicembre. Il suo intervento è avvenuto poco prima che negli Stati Uniti il presidente Joe Biden firmasse un decreto immediatamente esecutivo per imporre alle compagnie internet e alle società di Intelligenza artificiale generativa una serie di regole precise da rispettare, ossia l’obbligo per le società produttrici di Intelligenza artificiale di verificare prima dell’immissione sul mercato di questi nuovi prodotti, la loro compatibilità con il rispetto dei diritti umani e dei diritti dei cittadini.

Si è discusso proprio di questo nel primo panel – L’applicazione del Dsa e le sue interazioni con la direttiva Smav.

Tra i relatori, Francesco Giorgino, direttore dell’Ufficio Studi Rai che ha dichiarato: “Il Digital services act (Dsa) ed il Digital markets act (Dma), oltre che il Regolamento per l’Intelligenza artificiale, che si spera venga approvato nelle prossime settimane, sono un contributo fondamentale al common level playing field, visto che assoggettano alla competenza di autorità nazionali e della Commissione Europea (per le società con oltre 40 milioni di utenti nella Ue) le piattaforme internet su temi fondamentali come la trasparenza e l’accesso ai dati, la protezione dei minori, la lotta alla disinformazione e ai discorsi di odio. Noi di Rai apprezziamo l’impegno dell’Autorità italiana Agcom e di quella francese che sono state indicate come partner della Commissione Europea per l’implementazione di queste nuove regole che da febbraio del prossimo anno entreranno in vigore. Si spera che a breve l’attuale ‘trilogo’ di negoziato fra le istituzioni europee produca una fumata bianca e che presto (prima delle elezioni europee di giugno, auspicabilmente) l’Europa possa dotarsi di uno strumento comune che consenta lo sviluppo di applicazioni di IA rispettose dei diritti fondamentali dei cittadini e in grado di perseguire l’interesse comune”.

Sull’urgenza di adottare quanto prima il regolamento europeo in materia di Intelligenza artificiale, hanno convenuto tutti i relatori partecipanti alla tavola rotonda dedicata da Eurovisioni all’argomento: in particolare, i dati ed i casi citati da Tim Dawson, vicesegretario generale della Federazione mondiale dei giornalisti, e da Erik Lambert, hanno suscitato particolare impressione, rammentando il licenziamento del 50 per cento dei giornalisti da parte di Euronews (per rimpiazzarli con algoritmi di IA) e l’introduzione in Cina di un telegiornale condotto da un presentatore totalmente virtuale, sviluppato da un algoritmo e che legge notizie prodotte con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Il Commissario dell’Autorità francese di controllo Arcom, Benoit Lautrel, ha convenuto sull’urgenza di dotarsi di nuove regole, ma ha sostenuto l’indispensabilità di procedere con azioni globali, piuttosto che di adottare soluzioni paese per paese. Richard Burnley, direttore giuridico dell’Uer (Unione europea delle radiotelevisioni) ha sottolineato l’importanza di avere principi chiari per definire come i servizi pubblici possano utilizzare l’intelligenza artificiale, oltre a ricordare l’importanza di creare degli algoritmi che, anziché avere come fine principale il profitto (come sono quelli delle piattaforme), abbiano come priorità il bene comune e l’interesse pubblico.

La commissaria dell’Agcom Laura Aria e Mauro Giorello della Commissione europea, hanno commentato come il mondo sia in procinto di cambiare, con l’attribuzione di responsabilità alle Autorità nazionali di regolazione come Agcom o Arcom, che adesso possono intervenire anche sulle piattaforme globali di internet, per tutelare i diritti dei consumatori nazionali. In questo senso, la firma dell’accordo fra Agcom e Commissione europea, avvenuto a margine di Eurovisioni, è il preciso segnale che le cose si stanno mettendo in marcia e il nuovo sistema di regole sarà già perfettamente in funzione entro la scadenza di febbraio 2024, prevista dal regolamento europeo.

Bertrand Scirpo di France Télévisions, a nome delle TV pubbliche europee, ha segnalato invece i ritardi che ci sono ancora sulla “prominence” e sulla “reperibilità” dei segnali delle tv tradizionali. Due principi contenuti nella revisione della direttiva europea Smav – servizi media audiovisivi – che dovrebbero garantire che nella transizione dal mondo analogico a quello digitale, i segnali dei canali tv tradizionalmente seguiti dal pubblico continuino ad essere visibili, reperibili e facilmente accessibili. Un obiettivo reso particolarmente difficile da televisori sempre più tecnologici che assegnano priorità alle piattaforme di streaming in base agli accordi commerciali con esse raggiunti e non in base ai reali interessi degli utenti o da piattaforme di distribuzione on line.

Proprio sulla “prominence“, le due autorità – italiana e francese – si sono viste rigettare dalla Commissione europea le loro proposte di regolamento, in quanto esse non garantivano un efficace coordinamento con le autorità del “paese d’origine”. Una differenza di opinioni che – stando a quanto annunciato da Viola e Lasorella – dovrebbe esser superata nell’arco delle prossime settimane.

Nel secondo panel – Quali regole per vloggers e influencer, la vice presidente dell’autorità di controllo austriacaKomma Austria, Susanne Lackner ha illustrato ai presenti come l’Austria sia il primo paese europeo ad aver regolamentato le attività dei vloggers e come questa mossa si sia rivelata particolarmente opportuna nelle attuali situazioni di guerra, dove vlogger ed influencer hanno tendenza a schierarsi politicamente a favore dell’una o dell’altra parte. Scelte che spesso possono avere come fondamento anche ragioni economiche. Nei paesi arabi si assiste al caso di vloggers che si propongono come collettori di fondi per i palestinesi di Gaza, cosi come negli Usa influencer pretendono di raccogliere fondi per Israele: attività che sono esplicitamente vietate sia in Austria che in Francia, dove una legge su questa nuova figura professionale è appena entrata in vigore.

La professoressa Catalina Goanta, dell’Università di Utrecht, ha presentato un quadro abbastanza dettagliato delle attività di vlogger e influencer in giro per il mondo, mostrando dati che stimano già oggi il mercato globale di queste nuove figure professionali aggirarsi ad alcune decine di miliardi di dollari, con numeri in continua crescita. Secondo la professoressa, è necessario estendere le leggi vigenti a tutta la Ue in primo luogo e poi al resto del mondo, perché serve un chiaro quadro di regole di facile implementazione che attribuiscano alle piattaforme il ruolo di poter intervenire in caso di violazioni. Un processo accompagnato anche da casi di vlogger e influencer che non hanno seguito nessun processo formativo per prepararsi alle grandi responsabilità di comunicatori seguiti da milioni di follower.

Anche il commissario dell’Agcom, Elisa Giomi, , professoressa associata in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli Studi Roma Tre, ha convenuto su questi principi fornendo stime precise dei mercati già oggi disponibili per vlogger e infuencer. Stefano Luppi, AD di Tivù (Tivusat), ha parlato invece di come valorizzare con la massima efficacia i punti di forza della piattaforma satellitare rispetto a quello del digitale terrestre e dello streaming.

Per il terzo panel – Le sfide poste dall’Intelligenza artificiale al settore audiovisivo e alla proprietà intellettuale, è intervenutoper Google Andrea Stazi che ha spiegato come l’Intelligenza artificiale consentirà un salto alle economie dei paesi che l’adotteranno, e ha auspicato che le regole europee che verranno siano in sintonia con quelle Usa appena annunciate.

Il presidente di Eurovisioni, Michel Boyon e la vicepresidente di Eurovisioni, Luciana Castellina, hanno aggiunto come l’importanza di preservare uno spazio pubblico di comunicazione libero dai condizionamenti degli algoritmi e dagli interessi economici delle piattaforme globali, sia una delle principali sfide poste alle democrazie occidentali.

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