mercoledì , Maggio 6 2026
Home / Comunicazione / Primo piano / Banca d’Italia, Rapporto stabilità finanziaria 2026: le tensioni geopolitiche pesano sull’Italia

Banca d’Italia, Rapporto stabilità finanziaria 2026: le tensioni geopolitiche pesano sull’Italia

banca d'italia

Il Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia pubblicato ad aprile 2026 evidenzia un quadro economico globale sempre più fragile, segnato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche e dall’impatto del conflitto in Medio Oriente.

Le previsioni di crescita mondiale sono state riviste al ribasso, mentre le aspettative di inflazione risultano in aumento. A ciò si aggiunge un irrigidimento delle condizioni finanziarie, che contribuisce a rendere più complesso l’accesso al credito e ad aumentare l’incertezza sui mercati.

Fino a febbraio, la situazione macrofinanziaria italiana risultava sostanzialmente stabile. Tuttavia, lo scoppio delle ostilità ha determinato un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e, seppur in misura contenuta, anche del differenziale rispetto ai titoli tedeschi.

I mercati azionari hanno registrato un calo significativo, recuperando successivamente parte delle perdite ma rimanendo esposti a forti oscillazioni. Nonostante ciò, il funzionamento complessivo dei mercati è rimasto ordinato. Un segnale positivo arriva dai conti pubblici. L’indebitamento netto si è ridotto al 3,1% del Pil, grazie anche all’aumento dell’avanzo primario allo 0,8%.

Resta però centrale la questione dell’elevato debito pubblico, che continua a rappresentare una fonte di vulnerabilità, soprattutto in presenza di tensioni sui mercati internazionali. L’aumento dello spread osservato dopo l’inizio del conflitto ne è una chiara dimostrazione.

La situazione finanziaria di famiglie e imprese appare nel complesso equilibrata, ma fortemente condizionata dall’evoluzione dello scenario macroeconomico. Le famiglie beneficiano di una buona solidità patrimoniale e di un basso livello di indebitamento, fattori che mantengono contenuti i rischi. Tuttavia, il rincaro dei prezzi dell’energia e dei trasporti, insieme a pressioni inflazionistiche persistenti, potrebbe incidere sul potere d’acquisto e sulla fiducia.

Anche per le imprese il quadro è nel complesso stabile con un indebitamento contenuto, il credito in moderata espansione, elevati livelli di liquidità.

Nel 2025 il rapporto tra liquidità e passività si è mantenuto sopra il 10%, superiore alla media dell’area euro. Inoltre, i depositi bancari delle imprese sono cresciuti, soprattutto tra le aziende di maggiore dimensione. Dopo una fase di riduzione iniziata a metà 2024, legata all’aumento del costo del lavoro e alla crescita moderata del valore aggiunto, nel 2025 il margine operativo lordo (Mol) è tornato a salire nell’ultimo trimestre.

Nonostante questo recupero, le prospettive restano incerte. Le indagini della Banca d’Italia evidenziano un peggioramento delle aspettative a breve termine dopo l’inizio del conflitto. Secondo le simulazioni dell’Istituto, nel 2026 la quota di debito detenuta da imprese vulnerabili potrebbe ridursi fino a circa il 35%. Tuttavia, il livello di incertezza resta elevato, con segnali di possibile peggioramento soprattutto nel settore dei servizi.

Check Also

Pil

Economia italiana in lieve crescita: Pil +0,2% nel primo trimestre 2026

Nel primo trimestre del 2026 l’economia italiana mostra segnali di crescita moderata. Secondo la stima …