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Italia che va: il nuovo Ponte di Genova continua la sua corsa

MIl nuovo Ponte di Genova prosegue la sua corsa contro il tempo. Dopo la consegna di tutte le pile, il cantiere si concentra sulle prossime operazioni di sollevamento del terzo impalcato da 100 metri, che porterà a 750 metri la lunghezza del ponte e scavalcherà la linea ferroviaria, con il completamento dei lavori propedeutici per la realizzazione delle aree dove dovranno muoversi i grandi semoventi che sposteranno l’impalcato, e sulla preparazione delle lavorazioni per la soletta delle sezioni già completate.

Il modello fast track, che permette di lavorare in parallelo nei diversi cantieri creati nell’area, per sottofondazioni, fondazioni delle pile, elevazione delle pile, sollevamento degli impalcati e completamento delle sovrastrutture, viene in questa fase utilizzato per preparare l’area per la fase conclusiva di sollevamento del nuovo impalcato. L’allestimento di una sorta di “stabilimento mobile” nell’area del cantiere, che ancora durante la realizzazione delle pile ha consentito di accogliere le porzioni di impalcato e quindi il suo assemblaggio per renderlo pronto per l’innalzamento, viene adesso utilizzato per gestire le delicate operazioni di movimentazione e sollevamento in quota.

Le attività, gestite dalla joint venture Pergenova costituita da Salini Impregilo e Fincantieri, sono svolte in un contesto inurbato molto complesso, interessato da quattro strade principali di collegamento nord-sud oltre che dalla linea ferroviaria in esercizio e dal torrente Polcevera, che durante la costruzione del ponte ha richiesto la gestione di quasi 80 interferenze con sottoservizi preesistenti. Ogni lavorazione deve essere quindi accuratamente analizzata e pianificata con la precisione di un cronometro svizzero, così da ridurre al minimo il potenziale rischio di errore.

In parallelo, mentre si pianifica il completamento della nuova attività in quota, Salini Impregilo sta organizzando le complesse operazioni per la preparazione della soletta del ponte: 8.000 metri cubi di calcestruzzo che saranno lavorati in contemporanea, dalle estremità del viadotto verso il suo centro, a getto continuo 24 ore su 24 in circa 7-8 giorni, più che dimezzando i normali tempi di realizzazione. Una gestione accuratamente pianificata anche a livello logistico.

Sulla soletta completa e finita si procederà quindi con l’allestimento finale della piattaforma stradale e di tutte le opere a corredo dell’infrastruttura e della sicurezza del suo esercizio, completando le attività di un cantiere in cui il modello fast track ha permesso di iniziare la prima fondazione il 24 giugno 2019 ed eseguire in pochi mesi le sottofondazioni, le fondazioni e le elevazioni, con una media di circa 3 pile al mese.

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