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La classifica delle 25 migliori multinazionali per cui lavorare

Ascolto dei dipendenti, sano work-life balance ed equità retributiva: sono questi i fattori chiave che contraddistinguono le 25 migliori aziende per le quali lavorare al mondo. Great Place to Work, azienda leader nello studio e nell’analisi del clima aziendale, della trasformazione organizzativa e dell’employer branding, ha stilato la classifica “World’s Best Workplaces 2023”, in cui emergono le 25 multinazionali a livello globale, per cui i dipendenti sono più felici di lavorare. Queste aziende sono state scelte da oltre 6,2 milioni di collaboratori, appartenenti a oltre 15mila aziendeimpiegati in 150 Paesi del mondo. Per poter entrare in questo speciale ranking le aziende devono operare in cinque o più Paesi al mondoimpiegare almeno 5mila lavoratori a livello globale e avere il 40% della forza lavoro o 5mila dipendenti impiegati al di fuori del paese in cui ha sede l’headquarter aziendale. 

La ricerca completa è consultabile al seguente linkhttps://shorturl.at/rvxX3.

Nelle aziende World’s Best Workplaces 2023il 90% dei dipendenti dichiara di lavorare in un ambiente di lavoro eccellente, un dato straordinario se confrontato rispetto alla media della forza lavoro globale che è di poco superiore al 50%. Inoltre, nelle organizzazioni vincitrici, c’è un grande senso di orgoglio dei collaboratori nei confronti dell’azienda in cui lavorano tanto che l’88% raccomanderebbe l’azienda per cui lavora ad amici e parenti (+34% rispetto al dato della media della forza lavoro globale che è pari al 54%).  

Qual è la migliore azienda al mondo per cui lavorare secondo il parere espresso dai dipendenti?

Si tratta di Hilton, multinazionale leader nel settore alberghiero e dell’ospitalità che ha conquistato il primo posto davanti a DHL Express (IT e trasporti) e Cisco (IT). Completano la classifica, nell’ordine: AbbVie (biotecnologie e farmaceutico, sanitario), Teleperformance (IT, servizi professionali, telecomunicazioni), Deloitte (servizi professionali), Salesforce (IT), Stryker (biotecnologie e farmaceutico, sanitario, produzione e lavorazione), Cadence (elettronica, IT, servizi professionali), Accenture (IT, servizi professionali), SC Johnson (servizi industriali, produzione e lavorazione), Hilti (costruzioni e infrastrutture, produzione e lavorazione, retail), Admiral Group (servizi finanziari e assicurativi, IT), ThoughtWorks (IT), SAP (IT), Atlassian (IT), Dow (biotecnologie e farmaceutico, produzione e lavorazione), Bacardi (produzione e lavorazione, retail), NVIDIA (IT), Insight Enterprises (Pubblicità e marketing, IT), ServiceNow (IT), Ernst & Young (servizi finanziari e assicurativi, servizi professionali), Kiabi (retail), Al Dabbagh Group (costruzioni e infrastrutture, produzione e lavorazione), Coats (produzione e lavorazione). Il nostro Paese è 4° a livello di continente europeo, dopo Regno Unito (16), Francia e Germania (13), per numero di filiali di multinazionali premiate nel ranking (11), insieme alla Svizzera e davanti alla Spagna con 10.

“I risultati della classifica dei World’s Best Workplaces 2023 dimostrano, una volta di più, l’importanza di riuscire ad instaurare uno stretto rapporto di fiducia con i propri collaboratori. Negli ambienti di lavoro ad alta fiducia, infatti, la leadership aziendale è in grado di ascoltare e decidere tenendo in considerazione i pareri espressi dai collaboratori, con effetti diretti sulla capacità di innovare e di migliorare le performance aziendali; allo stesso tempo, spiace molto non vedere aziende italiane in classifica. Il fatto che ci siano molte filiali di multinazionali straniere, ma nessuna azienda italiana dimostra inequivocabilmente dove stiamo perdendo in termini di competitività: non è la capacità operativa, l’inventiva e la capacità di risolvere i problemi, è l’incapacità di creare ambienti di lavoro caratterizzati da una cultura basata sulla credibilità, sul rispetto e sull’equità di trattamento, indipendentemente dalle caratteristiche personali o dal ruolo ricoperto  in azienda – afferma Alessandro Zollo, Ceo di Great Place to Work Italia. “Dai nostri studi e analisi emerge infatti come, in tutto il mondo, essere inseriti all’interno di un ambiente di lavoro eccellente cambi, in meglio, la vita dei dipendenti con riflessi diretti ad esempio sull’equilibrio tra lavoro e vita privata e sull’equità nelle retribuzioni”.

Analizzando nel dettaglio i principali fattori che contraddistinguono i World’s Best Workplaces 2023 rispetto al resto dei luoghi di lavoro a livello globale, possiamo vedere come, in primis, vi sia la capacità di queste eccellenze aziendali nel riuscire a garantire ai propri collaboratori un sano equilibrio tra lavoro e vita privata, come confermato dalle dichiarazioni espresse dall’84% dei dipendenti. Un altro aspetto che caratterizza le 25 organizzazioni vincitrici riguarda il coinvolgimento diretto dei collaboratori nelle decisioni che riguardano i processi aziendali (81%), che di riflesso genera un elevato indice di fiducia espresso dai lavoratori nei confronti della leadership aziendale con il 79% dei dipendenti dei migliori luoghi di lavoro al mondo che affermano che il proprio manager non “fa favoritismi”. Infine occorre segnalare l’importanza del tema dell’equità nelle retribuzioni, segnalato da 3 collaboratori su 4 (75%) delle 25 eccellenze aziendali a livello mondiale. 

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