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Onu: svolta storica con il primo trattato globale sugli oceani

Dopo oltre quindici anni di discussioni e quattro negoziati formali, è stato siglato dall’Onu il primo trattato internazionale a protezione dell’alto mare, quello oltre le 200 miglia nautiche dalla costa.

L’accordo è stato raggiunto alla fine di 48 ore di negoziati serrati all’interno del Palazzo di Vetro di New York, quartier generale delle Nazioni Unite.

L’alto mare rappresenta circa due terzi degli oceani, fondamentale risorsa globale sia in termini economici che di sopravvivenza della specie umana.

Gli oceani assorbono circa il 30 per cento dell’anidride carbonica prodotta dagli umani, mitigando così l’impatto del riscaldamento globale sulla Terra.

Sono anche la più grande riserva di proteine al mondo, con più di tre miliardi di persone che dipendono dagli oceani come risorsa primaria di proteine.

Inoltre le industrie ittiche marine danno impiego, direttamente o indirettamente, a più di 200 milioni di persone.

Una tutela normativa era quindi più che necessaria trattandosi di acque internazionali al di fuori delle giurisdizioni nazionali, in cui tutti gli Stati hanno il diritto di pescare, navigare e fare ricerca.

Il testo non è ancora stato reso noto, e verrà adottato dopo l’esame degli uffici legali e la traduzione nelle sei lingue delle Nazioni Unite. Dovrà poi essere ratificato da un numero sufficiente di Paesi.

Il trattato è stato accolto come una svolta storica e decisiva per l’attuazione dell’impegno “30×30” preso alla conferenza Onu di dicembre sulla biodiversità, per proteggere un terzo degli oceani entro il 2030.

Apprezzamento per la risoluzione arriva da più parti. “Una vittoria per il multilateralismo e per gli sforzi globali – ha commentato il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – per contrastare le tendenze distruttive che minacciano la salute degli oceani, oggi e per le generazioni a venire”.

“L’oceano è cibo, energia, vita. Ha dato così tanto all’umanità: è tempo di restituire. Accolgo con favore l’accordo sull’alto mare; un trattato che proteggerà l’oceano oltre la giurisdizione nazionale”, così il tweet della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Intervenuto anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “L’accordo raggiunto alle Nazioni Unite per la protezione dell’Alto Mare è motivo di soddisfazione per l’Italia – ha dichiarato. “Gli oceani sono lontani da noi, ma dal loro stato di salute dipende la vita del Mediterraneo e delle specie che lo popolano. Anche l’Italia ha condiviso la necessità di avere a livello globale nuovi e più ambiziosi obiettivi di tutela, con il 30 per cento delle acque dei mari ed oceani sottoposti a misure di salvaguardia, di cui almeno un 10 per cento maggiormente stringenti”. Si è poi soffermato sull’intervento specifico portato avanti dal nostro paese. “Infine attraverso il progetto Mer – ha spiegato Fratin – il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha deciso di investire sulla salvaguardia della biodiversità marina con quattrocento milioni di fondi del Pnrr”.

Soddisfatte anche le organizzazioni ambientaliste. “Questo è un momento storico per la protezione della natura e degli oceani – ha dichiarato Laura Meller di Greenpeace. “Ed è anche un segnale che in un mondo sempre più diviso, la protezione della natura e delle persone può trionfare sui calcoli della geopolitica. Ci congratuliamo con tutti i paesi per aver raggiunto un compromesso mettendo da parte le diverse posizioni e producendo un trattato che ci permetterà di proteggere il mare, aumentare la nostra resistenza ai cambiamenti climatici e proteggere la vita e il benessere di miliardi di persone”.

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