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Presentato al Consiglio Ue il rapporto di Letta sul mercato unico

Unione europea, mercato unico

Le elezioni europee si avvicinano e dopo le anticipazioni di Mario Draghi sul rapporto sulla competitività dell’Unione, è arrivato anche quello di Enrico Letta sul Mercato unico. Dal titolo “Much more than a market – Speed, security, solidarity”, il report è stato presentato ieri, 18 aprile, al Consiglio europeo.

Frutto di un lavoro di sette mesi, si tratta di un’analisi collettiva “dal basso per delineare le linee comuni e più sentite”, ha spiegato l’ex presidente del Consiglio Letta nella conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

“Il cambiamento che stiamo vedendo in questo momento è così significativo che non possiamo permetterci di aspettare. Siamo rimasti indietro rispetto agli Stati Uniti e rispetto alle altre grandi economie del mondo. C’è un’ultima finestra di opportunità e dobbiamo cogliere questa opportunità”, riporta il Fatto quotidiano.

Nel report vengono individuate due principali debolezze dell’Ue: la difesa, che con lo scoppio della guerra russo-ucraina ha assunto un ruolo centrale, e le telecomunicazioni. “Abbiamo bisogno che la difesa si ingrandisca sul lato industriale, c’è un grande argomento di scala industriale e dobbiamo finanziare i bisogni” Ue, ha affermato l’ex premier. “Se non siamo in grado di crescere, continueremo con questa vergogna dell’80 per cento o più precisamente del 78 per cento delle forniture militari non europee che abbiamo acquistato come europei”.

“La logica è semplice: la sicurezza deve essere affrontata in una dimensione globale e la nostra capacità industriale nei settori della sicurezza e della difesa deve subire una trasformazione radicale”. Occorre “sostenere l’occupazione e le industrie in Europa, piuttosto che finanziare lo sviluppo industriale dei nostri partner o rivali”.

Le telecomunicazioni sono un altro punto critico. Come sottolineato dall’ex segretario del Pd, mentre negli Usa ci sono solo tre sistemi diversi, nell’Unione europea sono ben 27, con cento operatori attivi. “Negli anni Ottanta e Novanta la rivoluzione tecnologica nelle tlc era sotto leadership europea. E lo era anche per via della dimensione e dell’innovazione. Oggi siamo in uno scenario in cui siamo indietro e siamo messi ai margini”, scrive il Sole 24 ore.  

Per progredire nelle transizioni verde e digitale, nonché nella difesa e nella sicurezza è fondamentale l’integrazione dei mercati finanziari. L’unione del mercato dei capitali può essere “la nostra Ira”, ovvero l’Inflation reduction act americano che gli Usa utilizzano per sostenere l’industria americana.

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