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Siccità, le Regioni pronte a chiedere lo stato di emergenza

La situazione determinata dalla siccità è sempre più grave nel nostro Paese. Tanto al Nord, dove a preoccupare è principalmente l’area del Po, quanto nel Mezzogiorno, dove molti corsi d’acqua sono ormai prosciugati. Il caldo di questi giorni non accenna a placarsi, anzi è previsto un picco nel corso della settimana. Ecco, quindi, che le Regioni hanno annunciato la richiesta al governo della dichiarazione dello stato di emergenza per la siccità.

Ad anticipare tale richiesta è l’assessore veneto all’Agricoltura, Federico Caner, coordinatore della commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, con una dichiarazione all’Ansa. La Conferenza delle Regioni si svolgerà mercoledì 22 giugno, con la situazione della siccità all’ordine del giorno.

Un problema evidenziato dall’Osservatorio per il Po è quello del cosiddetto “cuneo salino”: quando la portata del fiume diventa debole, l’acqua salata del mare “risale” lungo il corso del fiume, rendendola inutilizzabile per l’irrigazione.

Secondo le prime stime, in Piemonte la portata del Po si sarebbe ridotta di quasi tre quarti. Situazione difficile anche in Lombardia, Emilia-Romagna e parte del Trentino.

Il governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato la proclamazione dello stato di calamità naturale. “Dobbiamo prepararci ad una situazione che sarà molto critica e che dovrà basarsi sul risparmio idrico di tutte le attività a cominciare dai consumi familiari – ha detto Zingaretti.

Secondo l’Anbi, l’Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, sono quattro le regioni che alla lunga rischierebbero i danni maggiori: il 70 per cento della Sicilia presenta un grado medio-alto di rischio desertificazione, seguita dal Molise (58 per cento), dalla Puglia (57 per cento) e dalla Basilicata (55 per cento).

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