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Pubblica amministrazione digitale e investimenti: audizione Regioni alla Camera

AmministrazioneDigitaleAudizione alla Camera della Conferenza delle Regioni presso la Commissione parlamentare per la digitalizzazione della pubblica amministrazione in merito alla verifica del livello di digitalizzazione e innovazione raggiunto nelle amministrazioni regionali. A guidare la delegazione Paolo Panontin, coordinatore della commissione speciale Agenda digitale della Conferenza delle Regioni.

“Stiamo sviluppando sul territorio un’ampia strategia del digitale che verte sulla creazione di Centri interregionali per le competenze e le infrastrutture digitali, puntando ad esempio sul fascicolo digitale del cittadino e i servizi on line, favorendo soprattutto le azioni interregionali – ha spiegato Panontin. “L’approccio è stato quello di tradurre l’agenda digitale in fatti”.

La Conferenza delle Regioni per portare avanti questi obiettivi ha istituito un’apposita Commissione speciale “Agenda digitale”. Quindi in modo operativo le regioni si sono organizzate su temi ritenuti prioritari: le reti di conoscenza per le trasformazioni digitali; le infrastrutture digitali, la Cittadinanza digitale, Internet of thing, big data e smartness, il monitoraggio e la Programmazione 2014/2020.

Le Regioni hanno così adeguato le politiche nazionali al potenziamento delle peculiarità di ogni territorio. Questo modello di governance offre agli interlocutori uno “schema di gioco” chiaro, riconosciuto e riconoscibile, tale da garantire a tutti un’indispensabile operatività tecnica e politica.

“Un esempio pratico di questa governance – ha proseguito Panontin – è rappresentata dalla definizione e attuazione del Piano nazionale banda ultra larga, che ha trovato una condivisione di obiettivi strategici tra governo e Regioni prima nella Commissione speciale Agenda digitale e poi nella relazione tra ministero dello Sviluppo economico (Mise) e singole Regioni con convenzioni specifiche adattate alle differenti realtà. Un interlocutore unitario è servito sia all’interno della Conferenza delle Regioni che al fine di rendere sempre più omogenee ed efficaci le collaborazioni.

L’Osservatorio Agenda digitale del Politecnico di Milano del novembre 2016 ha rilevato un certo dinamismo interregionale e la capacità di aumentare il livello di coordinamento e cooperazione. Comunque c’è ancora mota strada ancora da fare, soprattutto per ridurre le differenze territoriali.

Altro esempio di questa strategia interregionale condivisa è l’approvazione da parte della Conferenza delle Regioni della programmazione dei fondi strutturali (Por) con uno specifico documento: “Agire le agende digitali per la crescita nella programmazione 2014-2020”.

L’ottica è sempre quella di dare al cittadino dei servizi pubblici digitali sicuri ed efficaci, gestiti a livello regionale al massimo livello di sicurezza dell’informazione e dell’economia, aprendo nel contempo alla concorrenza tra i privati prer sviluppare servizi.

I centri di competenza digitale devono funzionare da supporto a tutte le amministrazioni territoriali e centrali.

“Per riorganizzare i servizi delle pubblica amministrazione – ha rilevato Panontin – in modo digitale va sviluppata sempre la collaborazione tra pubblico e privato. Bisogna dare al cittadino un accesso unitario a tutte le informazioni che lo riguardano, al fine di condividere i suoi dati con servizi pubblici e privati quando serve. In questo contesto è da portare avanti anche il ‘Fascicolo sanitario elettronico’, sfruttando gli standard di interoperabilità ed il modello funzionale già sviluppato per la sanità per usarlo come contenitore di tutte le informazioni delle pubbliche amministrazioni che riguardano il cittadino. Pertanto la mancanza di un Pon Agenda digitale è in parte compensata da un Pon governance che dovrebbe colmare gli spazi scoperti tra programmazioni regionali e nazionali”.

“Abbiamo infine sottolineato alla Commissione – ha concluso Panontin – anche alcuni aspetti più operativi. Tra questi la relazione e l’armonizzazione tra pianificazioni operative regionali sui fondi strutturali, pianificazioni operative nazionali e anche piano triennale Ict della pubblica amministrazione. Così come la reimputazione di spesa Ict in forma di spesa per innovazione e l’applicazione in pratica operativa di tale commutazione. Vanno valorizzate le realtà produttive e di servizi di natura locale. In tal senso è anche necessario l’opportuno coordinamento tra l’offerta di banda ultra larga e la digitalizzazione della pubblica amministrazione e quindi la trasformazione in chiave digitale dei servizi diretti e indiretti resi a cittadini e imprese”.

(Giampiero Castellotti)

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