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Roma, con “Artfutura” il digitale è senza limiti

ArtFuturaSette ambienti ideali per chi ama la fantasia, la meraviglia, le nuove tecnologie utilizzate con finalità artistiche. Poi una suggestiva carrellata di video con un denominatore comune: gli effetti speciali, per dirla con un termine ormai desueto ma sempre efficace. E’ la mostra “ArtFutura. Creature digitali”, che fino al 10 settembre arricchisce gli spazi dell’Ex Dogana a Roma, quartiere San Lorenzo, divenuti un punto di riferimento dell’estate capitolina. Un fil-rouge visionario muove la mostra futurista – e non potrebbe essere diversamente – e si muove nel ricordo, anche involontario, delle prime straordinarie pellicole cinematografiche degli anni Venti dedicate al fantastico (come “Metropolis”) e lascia alla potenzialità delle nuove tecnologie il compito di aggiornare le visioni oniriche presenti in ogni tempo. Il percorso è allora di pura meraviglia, tra scenografie fantastiche, oleografie, sculture di ferrofluido e video.

Curatore della mostra è Montxo Algora, direttore dell’omonimo Festival internazionale ArtFutura, che da 26 anni, celebra in tutto il mondo l’arte multimediale. Un progetto nato negli anni Novanta dall’incontro tra alcuni dei pionieri della Cybercultura come Rebecca Allen, William Gibson e lo stesso Algora che in occasione di questa mostra italiana ha riunito le migliori creature digitali internazionali.

Tra i nomi più noti, quello della fisica giapponese Sachiko Kodama. I suoi progetti sono incentrati sullo studio e la manipolazione di sostanze ‐ i ferrofluidi ‐ le cui proprietà visive sembrano quasi magiche. I ferrofluidi sono metalli liquidi e come tali reagiscono alla prossimità di campi magnetici, vibrando e cambiando forma. Nella sua opera più famosa, “MorphoTowers”, due elettromagneti di forma conica, sui quali è stata scavata una spirale, sono immersi nel liquido. L’accensione degli elettromagneti genera un campo magnetico che attrae il ferrofluido, dando così vita alle sculture. Variando l’intensità di questi campi elettromagnetici si creano forme sempre diverse. In mostra, sono presenti tre sculture, tra cui la più grande al mondo, dal peso di 4 tonnellate.

Altro nome importante è quello del turco Can Buyukberber con una delle sue esperienze audiovisive immersive che si sviluppano sia in spazi fisici sia digitali. Buyukberber sperimenta e mescola diversi mezzi tecnologici, dalle proiezioni a mappatura, alle realtà virtuali, alle cupole geodetiche, esplorando nuovi modi di narrazione non lineare giocando con luci e forme geometriche. In mostra tre opere: “Morphogenesis”, “Generative issues” e “Celestial colisition”. La prima è un’installazione audiovisiva lunga tredici metri che risulta magnetica per gli occhi del visitatore. Le altre due opere costituiscono installazioni immersive dove il visitatore può interagire e trovarsi “dentro l’opera”.

L’argentino Esteban Diacono, motion‐graphics designer di Buenos Aires, è specializzato nella creazione di animazioni surreali con soggetti che sfidano le leggi della fisica. Ad ArtFutura è presente con “Uncanny”, raccolta di 40 animazioni nate dall’assurdo, dal surreale e dalle paure e dalle fobie del futuro in cui viviamo. Giocando con la dissonanza cognitiva ipotizzata dalla teoria della Uncanny Valley, le installazioni video presenti in mostra sfidano le nozioni della realtà e cercano, in modo umoristico, di sfidare la razionalizzazione delle immagini in movimento.

Alla mostra partecipa anche Paul Friedlander, fisico e matematico, inventore della “chromastrobic light”, una luce che cambia colore più velocemente di quanto l’occhio umano possa vedere. A Roma è in mostra con la scultura di luce cinetica “Spinning Cosmos” che, attraverso una tecnica sperimentale, è in grado di generare forme olografiche dinamiche che galleggiano nello spazio con specchi ed elementi kinectic per creare infinite prospettive. Una installazione site specific che lo stesso artista considera come la più spettacolare mai creata.

ArtFutura2Altro nome di fama internazionale in mostra è Universal Everything, il collettivo inglese di designer e artisti digitali, icona che, tra suoi progetti, vanta le immagini filmiche dei Giochi Olimpici di Londra 2012. Il loro approccio prevede l’uso della tecnologia per stimolare emozioni, sensazioni e sentimenti, come nell’opera “Screens of the Future”, una serie di prototipi visionari basati sulle tecnologie emergenti, tra cui display flessibili, materiali che cambiano forma e funzionalità. Questi video evidenziano la relazione sempre più integrata dell’umanità con la tecnologia, attraverso la presentazione di alcuni prototipi dei prodotti del prossimo futuro.

A completare l’itinerario le opere dell’americano Chico MacMurtrie/ARW, noto per le sue sculture robotiche che superano i confini della fisica. Tutto basato sulla ricerca scientifica di un collettivo chiamato Amoprphic Robot Works di artisti, ingegneri, musicisti e scienziati diretto da Chico MacMurtrie. Una ricerca che, dal 2005, li vede pionieri nell’uso di materiali tessili ultraleggeri per creare grandi e soffici sculture dinamiche, capaci di evocare strutture molecolari metamorfiche. In mostra saranno presenti con “Organic Arches”, una progressione di archi gonfiabili di diverse dimensioni che subiscono delle metamorfosi organiche più volte al giorno. Una volta che gli Archi raggiungono una forma completamente in tensione, si avvolgono verso l’interno per formare delle spirali che ricordano il dna o le molecole più complesse.

Per concludere, infine, una megaproiezione di un film di 20 minuti nella sala espositiva più grande dell’Ex Dogana presenta il meglio delle nuove creature digitali dell’ultimo anno, elaborate per ArtFutura provenienti da tutto il mondo. Divertente un video che ha per protagonista un camaleonte che ingoia – suo malgrado – un po’ di tutto. Tecnologia e ironia, mix efficace.

Artfutura. Creature digitali.
Viale dello Scalo di San Lorenzo 10, Roma (Ex Dogana).

(Gi.Ca.)

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