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Roma, Ipab San Michele: proposta di un Museo d’arte sacra

Un ampio e importante patrimonio artistico e culturale che andrebbe reso fruibile non soltanto per studiosi e appassionati d’arte e di storia, ma anche per l’intera cittadinanza. L’Istituto Romano di San Michele, la più rilevante istituzione pubblica di assistenza e beneficenza (Ipab) della Capitale, detiene una vera e propria ricchezza in opere d’arte che comprendono dipinti di grande interesse storico e artistico, i più di tema religioso con numerose opere di scuola napoletana, ma anche sculture, arredi di diversa tipologia, reliquiari e raccolte di vario genere, compreso materiale documentale che afferisce anche alla storia di Roma.

Il presidente dell’Istituto, il dottor Domenico Alessio, tra l’altro già dirigente di primarie aziende e direttore generale dell’Ime-Istituto mediterraneo ematologico, del San Filippo Neri, del Policlinico e del San Camillo-Forlanini, ha preso a cuore il destino di questo straordinario patrimonio proponendo l’istituzione del primo Museo d’arte sacra all’interno dell’Istituto Romano San Michele. Una proposta meritoria per valorizzare non soltanto questi beni spesso immagazzinati in spazi di difficile accesso, ma anche un quartiere che soffre di crescente marginalità e di degrado. Non a caso insigni critici d’arte, come Adriano La Regina, Claudio Strinati e Duccio Trombadori, hanno espresso il proprio plauso all’iniziativa condivisa anche dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Il progetto di istituire il primo Museo d’arte sacra di Roma s’accompagna ad un’altra condivisibile proposta: impiantare un gabinetto-laboratorio di restauro per conservare e manutenere i beni di proprietà dell’Istituto. Del resto il prestigio e la tipologia dell’organismo socio-educativo assistenziale permettono di pensare e procedere con grande ambizione.

L’Istituto Romano di San Michele, che ha radici nel primo nucleo di carità fondato nel 1582 durante il papato di Sisto V, è nato dalla fusione di due enti di assistenza e beneficenza, disposta con Regio decreto legge 7 giugno 1928 n. 1353: l’Ospizio di San Michele e l’Orfanotrofio di Santa Maria degli Angeli. L’odierna sede in stile razionalista dell’Istituto, ubicata in piazzale Antonio Tosti a Tor Marancia, è stata realizzata nel 1937. Oggi il comprensorio istituzionale è costituito da dodici edifici a più piani inseriti in un ampio parco verde di circa dodici ettari a ridosso della zona archeologica dell’Appia Antica.

L’Istituto ha lo scopo di assistere, anche tramite ricovero, persone autosufficienti e non autosufficienti in genere di oltre 65 anni, salvo deroghe legate a condizioni di stato di bisogno, valutate di volta in volta. Attualmente gestisce una Rsa di quaranta posti letto e una casa di riposo per anziani per ottanta posti letto. Finanzia le proprie attività attraverso il miglior utilizzo dei proventi del proprio patrimonio immobiliare che è ubicato in tre distinti comprensori tutti nel territorio romano. Le Ipab – nel Lazio sono cinquantadue – rappresentano una risposta antica e, nel contempo, moderna, ai bisogni espressi dal territorio, oggi ancora più strategiche a causa della crisi economica e della crescita esponenziale delle sofferenze.

La partenza del Museo d’arte sacra potrebbe garantire nuova linfa all’Istituto, accrescendone la funzione sociale e culturale, che acquisirebbe nuovi valori oltre a quelli radicati dell’assistenza e della beneficenza.

(Giampiero Castellotti)

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