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Terza età e comunicazione digitale: over 65 sempre più social

SocialNon sono soltanto i giovani ad utilizzare internet e i social network. Sempre più over 65 “smanettano” sul pc o su uno smartphone per rimanere in contatto con vecchi compagni di scuola, colleghi, parenti, amici e persino nemici.

Facebook, sopratutto, ma anche Twitter e Instagram, vengono utilizzati non solo per mantenere i contatti: attraverso i social network anche le persone più mature accedono a notizie aggiornate e si iscrivono a gruppi di discussione su particolari argomenti di interesse.

I numeri degli over 65 particolarmente pratici di social sono in crescita, per quanto ancora limitati. Il 12esimo Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, pubblicato a marzo 2015, sottolineava l’esistenza di una distanza abissale tra giovani e anziani nel nostro Paese. Allora il 77,4 per cento degli under 30 era iscritto a Facebook, contro appena il 14,3 per cento degli over 65; il 72,5 per cento dei giovani usava YouTube, come faceva solo il 6,6 per cento degli ultra 65enni.

Ma la distanza è andata riducendosi di anno in anno: infatti, è proprio la fascia di età compresa tra i 55 e i 74 anni quella che risulta in costante aumento nell’uso di internet e dei social media.

Negli Stati Uniti sono già avanti: il 43 per cento degli over 65 ormai usa i social network. Nel 2006 era appena l’1 per cento. E il grande boom è avvenuto negli ultimi quattro anni, quando la percentuale è triplicata.

Oggi in Italia 35 milioni di utenti navigano su internet, il 50,3 per cento degli italiani sono iscritti a Facebook e di questi l’11 per cento sono anziani.

Secondo le stime dell’Associazione italiana di psicogeriatria (Aip) circa un milione e mezzo di anziani usano il noto social network per tenersi in contatto con parenti e amici e, grazie agli stimoli della Rete, hanno minori disturbi di memoria e mantengono il cervello giovane più a lungo.

Non solo: gli over 65 che utilizzano i social network si sentono meno soli, come dimostrato da un’indagine condotta dal progetto Ages 2.0 (Activating and guiding the engagement of seniors through social media, Incoraggiare e guidare la partecipazione degli anziani tramite i social media) realizzato in collaborazione tra l’University of Exeter in Gran Bretagna e l’agenzia regionale sanitaria delle Marche insieme con la Fondazione G. Brodolini.

C’è anche un altro studio in merito, condotto da Shelia Cotten della Michigan State University e pubblicato sul Journal of Gerontology. La ricerca ha seguito per sei anni la vita quotidiana di migliaia di anziani americani in pensione, elaborando i dati dell’Health and retirement survey, un’indagine sullo stato di salute e di benessere condotta su più di 22mila anziani di entrambi i sessi.

Il risultato più significativo è che tra gli anziani che utilizzano internet la probabilità di ammalarsi di depressione è inferiore del 30 per cento rispetto agli altri.

Gli stimoli della rete, o meglio, imparare ad utilizzare uno strumento totalmente nuovo, aiuta a tenere sveglia la mente, aumenta la capacità di concentrazione e mantiene in buona forma la propria memoria. In fondo è come tornare a scuola: un universo nuovo per gli anziani, spinti a rimboccarsi le maniche per affrontare il mondo virtuale.

Gli anziani, quindi, costituiscono sui social un pubblico di tutto rispetto, al quale sono dedicate numerose pagine (per esempio Il Giornale del web è la pagina Facebook di informazione quotidiana di FederAnziani, la Federazione dedicata alla terza età e conta oltre 150mila like), gruppi di riferimento ed anche applicazioni e speciali portali appositamente creati e costituiti.

Esiste poi Special Age, social network dedicato alla terza età, come spiegato dalla sua ideatrice Angela Musolesi, una sorella francescana. Un’esperienza simile c’era già stata con Tapestry, molto usato nelle case di riposo negli Usa e in Australia, che però non ha mai sfondato in Italia e al momento non accetta nuove iscrizioni. Toghethera, invece, è un’app dedicata a nonni e bambini, che consente di condividere foto, video e notizie all’interno della propria famiglia. Più che di un social, si tratta di un “private network”, visto che la condivisione è ristretta a un gruppo limitato di utenti che possono così condividere foto e commenti, senza rischi per la privacy.

Special Age, comunque, oltre alla funzione di rete sociale si propone anche per altri scopi. Sul social infatti è nata un’ulteriore iniziativa, il gruppo Sos Anti-truffa, per segnalare raggiri e misfatti che vengono poi inviate all’agente Lisa, il profilo “amico” della Polizia di Stato.

«Ho ricevuto delle mail da parte di mio nipote e un indirizzo su cui cliccare», è la storia di un utente alla community. «Non conoscendo quell’indirizzo, ho telefonato a mio nipote che mi ha detto di non avermi inviato alcuna mail e mi ha detto di non rispondere, perché potrebbe trattarsi di un virus. Mi piacerebbe saperne di più».

Attraverso le segnalazioni sul gruppo, verrà stilato un “decalogo” da consultare su piattaforma digitale per evitare raggiri, un problema particolarmente sentito nella terza età, come dimostra il fatto che nel 2014 sono state 340mila le truffe ai danni degli over 65, con un incremento rispetto all’anno precedente del 3,5 per cento.

L’aumento della presenza di anziani sui social non è certo una prerogativa italiana. Secondo il Pew Research Center di Washington, che ha indagato l’utilizzo dei social media in tutto il mondo nel 2014, il trend è globale: a fronte di una diminuzione complessiva nella crescita di Facebook, che rimane comunque il social più popolare e utilizzato, e a una crescita generale dell’utilizzo multi-piattaforma da parte della maggior parte degli utenti, il dato che colpisce maggiormente è l’incremento di oltre sei punti percentuali degli over 65, che crescono anche su Twitter, Instagram, Pinterest e Linkedin, ma non in maniera tale da rappresentare un unicum rispetto all’analoga crescita di altre fasce d’età.

È Facebook il loro preferito, soprattutto perché si presta a un utilizzo più “tradizionale”: quello, cioè, di rimanere in contatto con parenti e amici.

Secondo quanto emerge dal sondaggio infatti, il 56 per cento degli utenti di internet con età superiore ai 65 anni ha un account su Facebook, pari al 31 per cento di tutti gli anziani residenti negli Stati Uniti. I giovani, invece, preferiscono Snapchat, Instagram o Twitter. Forse anche per sfuggire al controllo virtuale di genitori e nonni.

(G.C.)

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