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Forum internazionale sulla ricostruzione dell’Ucraina

Si chiude oggi, 26 ottobre, “Reconstruction of Ukraine”, il forum internazionale online organizzato e ideato dalla Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina e FederCamere.

Una tre giorni dedicata a delineare la fase di ricostruzione del Paese, colpito dal conflitto bellico, con tanti panel di approfondimento che hanno affrontato diversi temi: costruzioni e infrastrutture, energia e ambiente, agricoltura e alimentazione, digitale e servizi, società civile e no profit, investimenti e finanziamenti.

Con oltre 600 mila chilometri quadrati, l’Ucraina è la nazione più estesa del vecchio continente. Le particolarità del territorio, per lo più pianeggiante, la rendono particolarmente adatta alle attività agricole e all’allevamento, tanto che oltre il 55 per cento dei terreni è coltivabile. Il Paese, infatti, è famoso per le sue cosiddette “terre nere”, le terre più fertili del pianeta, che occupano una superficie più vasta di tutta la Gran Bretagna.

Chiamata il “granaio d’Europa”, l’Ucraina è il primo esportatore mondiale di olio di girasole, rappresentando il 50 per cento delle esportazioni mondiali, il terzo di orzo (18 per cento), il quarto di granturco (16 per cento) e il quinto di frumento (12 per cento). Nel 2021 il valore di esportazione dei cereali ha raggiunto circa 11,5 miliardi di euro.

Dal 2016 al 2021, il 92 per cento delle sue esportazioni di frumento sono andate a paesi asiatici e africani, che quindi dipendono fortemente dall’Ucraina. Il Paese, infatti, costituisce uno dei player fondamentali del World food programme (Wfp) dell’Onu.

Con lo scoppio della guerra, le esportazioni hanno subito un drastico calo, dovuto all’occupazione russa di parte del territorio ucraino e al blocco dei porti ucraini sul Mar Nero, principale via di trasporto dei prodotti. Inoltre, nel biennio 2022/2023 la produzione di cereali è diminuita del 29 per cento. Il conflitto ha così messo a repentaglio l’approvvigionamento alimentare di milioni di persone, oltre a determinare un forte aumento dei prezzi.

Se si considera che secondo le stime dell’Onu la popolazione mondiale supererà i dieci miliardi nel 2050 e la produzione agricola dovrà aumentare per far fronte all’aumento della domanda, il ruolo di un paese come l’Ucraina diventa ancora più rilevante.

L’obiettivo 2 dell’Agenda Onu 2030 per “porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare l’alimentazione e promuovere l’agricoltura sostenibile”, non può essere raggiunto senza affrontare le complesse sfide della questione ucraina.

Da qui l’importanza del tema al centro del forum. Per la ricostruzione saranno necessari centinaia di miliardi di euro e un piano di supporto internazionale che agisca su tutti i comparti, dalle infrastrutture, ai servizi, al tessuto imprenditoriale, con la tecnologia e la digitalizzazione come strumenti fondamentali per la ripresa e lo sviluppo economico.

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