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Hollywood contro l’intelligenza artificiale

Mentre l’intelligenza artificiale continua ad insediarsi in ogni aspetto della vita umana, aumentano sempre di più le polemiche sul loro utilizzo, che sta facendo storcere il naso a molti. Tra questi ora anche Hollywood.

Come scrive il Corriere, infatti, oggi scade il contratto tra produttori cinematografici e il sindacato degli sceneggiatori Wga. I sindacati sono già pronti a reagire nel caso non si arrivi alla firma del nuovo contratto, ma quest’anno sono diversi i temi critici che potrebbero generare contrasti.

Non solo la retribuzione, ma anche la crescente diffusione delle serie in streaming particolarmente redditizie per le aziende distributrici ma con compensi ridotti per gli autori. Infine argomento ostico è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) nelle diverse fasi di produzione.

Sempre più spesso, infatti, l’IA viene utilizzata nel cinema, per ricostruire artificialmente le voci di attori scomparsi, costruire sceneggiature, invecchiare o ringiovanire gli attori. I rischi che questa tecnologia con il tempo sostituisca il lavoro di attori e sceneggiatori diventa dunque sempre più concreto.

In tal senso l’obiettivo del Wga, insieme al sindacato di attori e registi, non è vietare l’utilizzo di queste tecnologie, che al contrario forniscono grandi possibilità se integrate con il lavoro dei professionisti dello spettacolo. Piuttosto lo scopo dei sindacati è introdurre delle regole che impediscano ai produttori di utilizzarle in maniera autonoma.

Per esempio, nei propri contratti Netflix prevede “il libero uso della simulazione della voce di un attore con tutte le tecnologie e i processi conosciuti oggi e con quelli che verranno sviluppati in futuro”. Ciò costituisce una minaccia soprattutto perché le tecnologie di IA, imparando dall’essere umano, riproducono perfettamente gli stili dei professionisti che interpretano.

I timori dei sindacati quindi son tutt’altro che infondati. D’altronde Hollywood è un’area fortemente sindacalizzata in America. Già nel 1988 uno sciopero bloccò le produzioni per 153 giorni, mentre tra quelle più recenti, la manifestazione del 2008 ha coinvolto l’intera industria cinematografica bloccando tutto per 14 settimane.

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