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Due siti italiani candidati al Marchio del patrimonio europeo

Sono il complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno (Isernia) e Sant’Anna di Stazzema (Lucca) i due siti italiani preselezionati per la candidatura al Marchio del patrimonio europeo nell’ambito della selezione 2023.

La commissione del ministero della Cultura, presieduta da Mariassunta Peci, ha valutato le tredici candidature pervenute sulla base della rilevanza europea, della qualità progettuale e della capacità operativo-gestionale.

In particolare, il valore europeo del complesso monumentale di San Vincenzo al Volturno, in provincia di Isernia, è stato ritenuto dalla commissione “Altamente rappresentativo della cultura monastica benedettina attraverso le sue espressioni artistiche, religiose e l’importanza delle fonti storiche che furono elementi unificatori del Sacro Romano Impero e che generarono i valori comuni europei e un senso di appartenenza che ancora oggi ritroviamo alla base della moderna idea di Europa unita. Il sito presenta un progetto di qualità che, tramite azioni strategiche e coerenti, tiene in considerazione gli aspetti della valorizzazione, della conservazione, della conoscenza, della formazione che hanno come obiettivo quello di riportare San Vincenzo al centro della scena europea. Il sito dimostra un’ottima capacità organizzativa, assicurata anche dalla gestione dello Stato e da una rete interistituzionale che ne garantisce la piena operatività anche attraverso il pieno coinvolgimento delle comunità locali”.

Per quanto riguarda Sant’Anna di Stazzema, in provincia di Lucca, il valore europeo del sito è stato considerato dalla commissione “Altamente rappresentativo attraverso la forte capacità evocativa di una memoria comune europea che richiama ai valori della pace, dello scambio della conoscenza tra i popoli, ai valori fondanti della democrazia”.

Dal 2000, infatti, Sant’Anna di Stazzema è sede del Paco nazionale della Pace. “Il progetto risponde ai criteri richiamati dal Marchio europeo. Esso è un laboratorio di pace in continuo dinamismo attraverso la promozione di attività culturali internazionali che si ispirano alla memoria con uno sguardo sempre proteso alle nuove generazioni. La sua capacità progettuale è di qualità attraverso lo sviluppo di progetti culturali e scientifici di alto profilo”, si legge nella motivazione.

La frazione del comune di Stazzema è passata tristemente alla storia per l’eccidio di massa ad opera dei soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale, aiutati da alcuni collaborazionisti italiani della RSI. Il 12 agosto 1944 vennero fucilate 560 persone, tra cui molti bambini. La vittima più giovane aveva solo venti giorni di vita.

Le due candidature ora saranno presentate alla Commissione europea entro il 1° marzo 2023 per essere sottoposte alla valutazione del panel europeo di esperti, che potrà conferire il riconoscimento a uno solo dei due siti preselezionati, secondo quanto previsto dalla decisione istitutiva del Marchio del patrimonio europeo.

Il Marchio del patrimonio europeo, noto a livello europeo con la denominazione European Heritage Label, è un riconoscimento comunitario finalizzato a valorizzare il patrimonio culturale comune, tramite il quale rafforzare il senso di appartenenza all’Unione europea. L’azione gestita dalla Commissione europea, inoltre, vuole dare risalto a quei siti che hanno svolto un ruolo significativo nella storia, nella cultura e nello sviluppo dell’Unione europea, nonché a sottolineare la loro dimensione europea attraverso attività informative e educative.

Ad oggi, i siti italiani insigniti del Marchio del patrimonio europeo sono: il Comune di Ventotene (Marchio nella selezione 2021); l’Area archeologica di Ostia antica (Marchio nella selezione 2019); Forte Cadine (Marchio nella selezione 2017) e il Museo Casa De Gasperi (Marchio nella selezione 2014).

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