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Riforme low-cost per investimenti privati, energia più economica e meno emissioni

Sul fronte energia, un pacchetto di riforme normative e autorizzative, a costo quasi zero per le casse pubbliche, potrebbe attivare fino a 100 miliardi di euro di investimenti privati nel sistema energetico italiano entro il 2035. È la conclusione dello studio “Reti e infrastrutture: mix ottimale di investimenti per uno sviluppo equilibrato del sistema energetico”, presentato da AGICI e Accenture al 26° Workshop annuale dell’Osservatorio Utilities.

L’analisi muove da due premesse fondamentali: le risorse pubbliche sono limitate e il sistema energetico deve bilanciare tre obiettivi in tensione tra loro — prezzo, sicurezza e sostenibilità. Negli ultimi anni le scelte sono state dettate dall’emergenza: prima la spinta sulle rinnovabili, poi la crisi del gas e l’impennata dei prezzi, infine il ritorno della sicurezza degli approvvigionamenti, acuito dalle tensioni internazionali come quelle nello Stretto di Hormuz.

Lo studio evidenzia come l’Italia sconti fragilità strutturali su più fronti. Prezzi elevati, ben oltre la media europea; alta dipendenza dall’estero con il 74% del fabbisogno energetico coperto da importazioni, contro il 58% della media Ue; tempi autorizzativi lunghi. Per le rinnovabili servono dai 4 ai 7 anni, molto più che negli altri principali Paesi europei. A tutto questo si aggiungono le concessioni idroelettriche in scadenza entro il 2029, senza che esista ancora un quadro normativo nazionale per il rinnovo e ritardi infrastrutturali.

AGICI e Accenture individuano una serie di misure mirate – generazione rinnovabile, flessibilità e data center, gas e infrastrutture, capacità programmabile, teleriscaldamento e nucleare SMR – che possono produrre effetti rilevanti. “L’Italia ha già gli strumenti necessari per affrontare il trilemma energetico. Non servono nuovi fondi pubblici, ma certezza normativa e continuità di policy. Le riforme possono essere approvate in mesi, ma i cantieri si aprono in anni: la finestra per agire è ora”.

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