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Aiuti Ue: 20 milioni al Friuli-Venezia Giulia per agricoltura e pesca

La Commissione europea ha approvato un regime di aiuti di Stato da 20 milioni di euro destinato alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura del Friuli-Venezia Giulia.  Il provvedimento rientra nel Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta alla crisi in Medio Oriente (METSAF), adottato dalla Commissione il 29 aprile 2026, e resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026. L’attuazione del piano sarà affidata alla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, che provvederà all’erogazione delle misure previste.

Il sostegno sarà erogato attraverso contributi a fondo perduto e prestiti agevolati. Agricoltura, pesca e acquacoltura sono tra i settori che risentono maggiormente delle oscillazioni dei prezzi dell’energia e delle materie prime.

Per le imprese agricole, l’importo sarà determinato in base alla superficie destinata alla produzione primaria. Per le aziende della pesca e dell’acquacoltura, invece, il calcolo terrà conto dei consumi stimati di carburante necessari allo svolgimento dell’attività. Ogni beneficiario potrà ricevere fino a 50 mila euro, un limite fissato per offrire un sostegno concreto alle imprese maggiormente colpite dall’aumento dei costi di produzione.

Prima del via libera, la Commissione europea ha verificato la conformità della misura alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato, con particolare riferimento all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e alle disposizioni contenute nel quadro temporaneo METSAF.

Dall’analisi è emerso che il regime rispetta i requisiti previsti dalla normativa europea: dispone di un bilancio definito, ha carattere temporaneo ed è destinato esclusivamente a sostenere le imprese della produzione primaria in una fase di particolare difficoltà.

Secondo la Commissione, la misura è necessaria, adeguata e proporzionata rispetto agli obiettivi perseguiti e non produce effetti tali da alterare gli scambi tra gli Stati membri in misura contraria all’interesse comune. Per questo motivo Bruxelles ha autorizzato il piano predisposto dalla Regione.

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