
“La pesca e l’acquacoltura rappresentano un patrimonio economico, produttivo e sociale strategico per l’Italia. Le imprese del settore stanno affrontando le conseguenze di fenomeni atmosferici e meteomarini straordinari che mettono a rischio attività produttive, occupazione e competitività”. Questo il commento ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida dopo l’approvazione del rifinanziamento del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura del valore di 3 milioni di euro per il 2026.
Le risorse saranno destinate alle imprese che hanno subito danni causati da calamità naturali ed eventi meteomarini eccezionali tra il 2024 e il 2026, per garantire continuità a un comparto strategico per l’economia e la sicurezza alimentare.
La misura arriva in una fase in cui gli effetti del cambiamento climatico incidono sempre più frequentemente sul comparto. Mareggiate, condizioni meteo avverse ed eventi estremi stanno mettendo sotto pressione le attività di pesca e acquacoltura, con ripercussioni sulla capacità produttiva e sulla tenuta economica di molte imprese.
I 3 milioni di euro aggiuntivi confluiranno nel Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura, che rappresenta lo strumento attraverso cui vengono attivati gli aiuti destinati alle aziende colpite. L’obiettivo è favorire la ripresa delle attività e attenuare le conseguenze economiche causate dagli eventi calamitosi.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori

