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Azienda Silvio Carta: lanciato Kusidura, un blend di rossi e Vernaccia

Silvio Carta

Indicata da Forbes, come una fra le migliori 100 Eccellenze Italiane 2024, l’azienda vitivinicola Silvio Carta dopo più di 70 anni di attività, continua a voler stupire, lanciando sul mercato nuovi prodotti contraddistinti dall’unicità e dalla qualità delle materie prime. Presentato presso la Cittadella universitaria di Monserrato, in provincia di Cagliari, “Kusidura”, il primo blend capace di “cucire” i più importanti rossi dell’isola assieme alla Vernaccia, che è un bianco ossidativo, offrendole un valore aggiunto e una spinta per sopravvivere alle nuove esigenze di mercato.

Gloria dell’enologia sarda, la Vernaccia di Oristano, pur vincendo numerosi premi e conquistando autorevoli riconoscimenti – medaglia d’oro all’International Wine Challenge 2024, miglior vino bianco italiano a Vinitaly 2024, premio miglior produttore e due ampolle d’oro agli awards di Spirito autoctono 2024 – non riesce a conquistare il mercato.

“Senza un’azione mirata questo vitigno autoctono che ha fatto la storia del comparto vinicolo oristanese rischia di scomparire – dicono dall’azienda fondata a Baratili San Pietro (Oristano) nei primi anni 50 da Silvio Carta. “Con l’intento di garantire nuove prospettive alla coltivazione di questa varietà pregiata e unica nel 2021 ha preso il via Prinveor, un progetto di ricerca ambizioso e innovativo che ha permesso di creare il blend “Kusidura”, a base di una vernaccia giovane e di un’altra raffinatissima e strutturata con vent’anni di invecchiamento in botti di castagno, tagliate con rossi sardi altrettanto importanti, cannonau, carignano e cagnulari, al fine di percepire con equilibrio quel sentore caratteristico di mandorla amara che ne rende sublime il gusto al palato. Insomma, un mix che può sembrare avveniristico ma che nella sua complessità risulta ben bilanciato e armonico e, a giudicare dai primi test, sta dando ottimi risultati in termini di apprezzamento”.

L’iniziativa nasce per volontà dell’azienda Silvio Carta di Baratili San Pietro (capofila) in collaborazione con l’Università degli studi di Cagliari, l’impresa agricola Mario Perra e la LM Consulting di Sassari, che hanno presentato i dettagli del progetto, finanziato con i fondi Psr 2014-2020 – sottomisura 16.2, in conferenza stampa alla Cittadella universitaria di Monserrato.

Un ruolo fondamentale nello sviluppo del prodotto lo ha avuto il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’ambiente l’Università di Cagliari. Come ha spiegato Alberto Angioni, docente di Chimica degli alimenti e responsabile del progetto di ricerca, “sono state investigate le caratteristiche chimiche, microbiologiche e organolettiche delle uve e dei vini vernaccia per ottenere il miglior blend con i rossi che portassero a un prodotto unico di elevata qualità. Gli studi hanno permesso di evidenziare le caratteristiche di salubrità e le aromaticità peculiari e uniche del vino Kusidura”.

“Il nostro tentativo è quello di offrirle una nuova collocazione, proponendo il nostro blend come vino da tavola per il segmento Premium – ha affermato Elio Carta ceo dell’azienda di Baratili e figlio del fondatore. La ditta, che oggi produce oltre ottanta etichette (tra vini, liquori e distillati), non vuole rinunciare a tutelare il prodotto che l’ha vista decollare nel 1951 e che nell’oristanese ha fatto la storia dell’intero comparto. “Non possiamo abbandonare la nostra storia – ha proseguito Elio Carta – dobbiamo salvare questo vitigno che magari fra venti o trent’anni, se non prima, potrebbe tornare a vendere in modo sorprendente”.

“Kusidura” è stato sottoposto a un’indagine di mercato a cura della LM Consulting che, come ha illustrato il ceo Antonio Lorenzoni, ha coinvolto esperti e consumatori attraverso focus group per degustazione e confronto con prestigiosi vini internazionali, nazionali e regionali di fascia super premium. Nonostante l’ardua comparazione, il riscontro è stato decisamente positivo. Anche l’indagine svolta al Vinitaly ha mostrato ottimi risultati di gradimento sensoriale. “

Nella relazione illustrata dagli export manager della Silvio Carta, Alberto Mason e Nino Mason, la Germania è stato il primo paese estero sottoposto a indagine di mercato su un pubblico internazionale, con esiti che fanno ben sperare. Nelle prossime settimane si farà un piccolo tour europeo che interesserà diverse nazioni, e sarà fondamentale per sondare i mercati ricevendo feedback da operatori del settore e consumatori di cultura, gusti e abitudini differenti. “Internazionalizzare i vini sardi vuol dire non solo divulgare i prodotti, le vicende e la filosofia di un’azienda – ha concluso Elio Carta – ma anche tutto ciò che è Sardegna con la sua cultura e la sua storia millenaria”.

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