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Pac, Bellanova: “Necessario tenere conto delle diversità europee”

PAC

“La Pac è e deve rimanere una politica comune ma le agricolture europee sono diverse, ed è proprio su questa diversità che il modello agricolo europeo fonda la sua ricchezza. Bisogna dare certezze giuridiche agli agricoltori e dobbiamo farlo al più presto”. 

Lo ha detto stamane la Ministra Teresa Bellanova, intervenendo al Consiglio Agrifish in corso a Bruxelles. All’ordine del giorno l’architettura verde della Pac, l’uso flessibile delle possibilità di modulazione per i pagamenti diretti e la semplificazione amministrativa. “L’architettura verde della PAC, attraverso la condizionalità rafforzata, gli eco-schemi e gli interventi agro-ambientali, è uno strumento adeguato al raggiungimento degli obiettivi ambientali, ma voglio essere certa che tutto questo non si traduca in ulteriori complicazioni tecnico-amministrative”, ha ribadito la Ministra Bellanova. “Per questo motivo non sono molto convinta dell’utilità di prevedere una percentuale minima di risorse per gli eco-schemi definita a priori nel regolamento. Piuttosto bisogna assicurare la massima flessibilità e sussidiarietà agli Stati membri, sia in termini di risorse da destinare a tali interventi, sia in termini di impegni da richiedere agli agricoltori”. 

La Ministra ha accolto con favore la proposta della Presidenza con la possibilità, nei primi anni di applicazione, di destinare i fondi non spesi per gli eco-schemi ad altri interventi dei pagamenti diretti, ma ha aggiunto che sulla base dei risultati ottenuti in questa prima fase, “potrebbe essere prevista una valutazione intermedia, per decidere se rendere obbligatorio un determinato livello di allocazione finanziaria, sempre affiancato ad un meccanismo di recupero di eventuali fondi non utilizzati”.

Quanto all’ipotesi dell’uso flessibile delle possibilità di modulazione per i pagamenti diretti, tra i temi del documento di discussione proposti dalla Presidenza tedesca, Bellanova, pur ritenendo molto utili alcuni elementi di flessibilità introdotti dalla Presidenza, come la definizione di agricoltore “vero e proprio” e il sistema semplificato per i piccoli agricoltori, ha sottolineato che sono però necessari ulteriori passi in avanti prima di giungere ad un accordo.

La Ministra ha quindi indicato la necessità, in tema di gestione del rischio, di rafforzare gli strumenti a disposizione soprattutto a fronte dei danni causati dalle catastrofi naturali, come alluvioni, siccità, emergenze fitosanitarie. Su questo punto Bellanova ha proposto che “gli Stati Membri, su base volontaria, possano decidere di trattenere una piccola percentuale del massimale nazionale dei pagamenti diretti per alimentare un fondo di mutualizzazione pubblico-privato che possa intervenire in caso di eventi catastrofali. Invieremo una proposta scritta su questo punto”.

Quanto alla semplificazione amministrativa, l’Italia ha ribadito la necessità di ulteriori passi avanti sul New Delivery Model “per renderlo più adattabile alle realtà territoriali”, e soprattutto che all’interno del Piano Strategico Nazionale “le Autorità di Gestione Regionali possano attuare in piena autonomia gli interventi relativi allo sviluppo rurale”.

In ultimo, concludendo il suo intervento, la Ministra ha sostenuto come sia necessario rendere più flessibile il meccanismo di definizione degli importi dei contributi unitari e delle relative variazioni, da considerare come importi indicativi per tutti gli interventi previsti nel Piano strategico

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