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Sicurezza sul lavoro, parte campagna Inail per la formazione nelle Pmi

sicurezza sul lavoro

Con l’avvio dei primi progetti vincitori del bando per la formazione dell’Inail, entra nel vivo la campagna nazionale di rafforzamento dell’attività formativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro nelle micro, piccole  e medie imprese, finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con risorse pari a quasi 15 milioni di euro.

A beneficiarne saranno circa 30mila soggetti tra operai, impiegati, addetti dell’agricoltura, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza a livello aziendale (Rls) o territoriale (Rlst), dirigenti e datori di lavoro, con una prevalenza delle Pmi dell’edilizia e della metallurgia, tra i settori più a rischio per numero e gravità degli infortuni, seguite da quelle dell’editoria e dei trasporti.

Per il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, “le iniziative che sosteniamo attraverso il bando Inail sono un esempio della sinergia virtuosa che si deve creare tra istituzioni e parti sociali, che rappresenta un elemento fondamentale nella strategia per la riduzione degli infortuni sul lavoro. Insieme al rafforzamento dell’attività di vigilanza e all’aggiornamento del Testo unico del 2008, la formazione dedicata alla sicurezza è una delle leve attraverso le quali il governo intende agire per diffondere la cultura della prevenzione all’interno delle aziende”.   

Come sottolineato dal direttore generale dell’Inail, Giuseppe Lucibello, si tratta di “un’iniziativa molto importante, che parte dalla consapevolezza che la formazione per la sicurezza, per essere davvero efficace, deve essere calata all’interno delle realtà aziendali, adattando gli interventi alle caratteristiche dei contesti produttivi in cui devono essere realizzati. I progetti finanziati da questo bando, in particolare, contribuiranno a migliorare sensibilmente su tutto il territorio nazionale la qualità della formazione offerta, oltre quella obbligatoria prevista per legge”.      

I progetti già ammessi al finanziamento riguardano, in particolare, la formazione finalizzata all’adozione di modelli di organizzazione e di gestione della sicurezza orientati al cambiamento della cultura aziendale, le iniziative per l’adozione di comportamenti sicuri e la valutazione dei rischi, con particolare attenzione allo stress lavoro-correlato, alle lavoratrici in stato di gravidanza e alle differenze di genere.

Sono inoltre in corso di approvazione i progetti sugli aspetti organizzativo-gestionali e tecnico-operativi nei lavori in appalto e negli ambienti confinati, con particolare riferimento alla gestione delle emergenze, mentre per i primi mesi del 2020 è prevista la conclusione dell’iter relativo ai progetti di formazione sulla gestione dei rischi in ambiente di lavoro legati alla dipendenza da alcool, sostanze psicotrope e stupefacenti. I fondi residui saranno assegnati fino a esaurimento sulla base di una graduatoria unica tra tutti gli ambiti progettuali.

Tutti gli interventi ammessi al finanziamento, per un importo compreso tra 200mila e 800mila euro, sono stati realizzati dalle parti sociali e da soggetti formatori qualificati attraverso una puntuale rilevazione del fabbisogno formativo delle aziende coinvolte. Le azioni, modulate sulla base del profilo professionale dei destinatari, del tipo di attività svolta e della classe di rischio, dovranno essere realizzate nell’arco di 18 mesi.

La didattica prevede un mix tra lezioni d’aula e iniziative formative realizzate all’interno delle imprese, con il ricorso alle metodologie più aggiornate ispirate ai principi della formazione comportamentale. In molti dei corsi proposti è prevista anche un’attività di addestramento basata sul cosiddetto “training on the job”, in modo da testare le conoscenze e le abilità acquisite in contesti reali e non simulati, e la costruzione di una “working community”, per favorire la condivisione delle buone pratiche tra i lavoratori e la diffusione della cultura della sicurezza a tutti i livelli.

Per tutti i progetti sono inoltre previsti un monitoraggio in itinere, per verificare la coerenza tra attività didattica programmata e realizzata, e una valutazione finale, per misurarne l’efficacia formativa rispetto agli obiettivi prefissati.

Fonte Inail

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