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Veneto, contributi ai Comuni per abbattere barriere architettoniche

La Giunta regionale del Veneto torna a destinare contributi ai Comuni del Veneto perché si dotino di un ‘piano regolatore’ per l’accessibilità e la vivibilità dei propri centri urbani. Da una recente indagine della Regione risulta che siano appena una sessantina su 563 le amministrazioni comunali che si sono dotate di un Peba, cioè di un piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, così come prevedono la legge nazionale 41/1986 e la legge regionale 16/2007. Lo scorso anno, con analoga misura, erano stati stanziati 800 mila euro, ma le richieste da parte delle amministrazioni, tutte soddisfatte, sono state di appena 510 mila euro.

Su proposta dell’assessore alla sanità e sociale Manuela Lanzarin, il governo regionale stanzia 500 mila euro per contribuire alle spese dei Comuni che predisporranno entro novembre un Peba o che revisionino vecchi piani non più adeguati. Da domani, data di pubblicazione dell’avviso pubblico sul Bur, i Comuni veneti avranno 15 giorni di tempo per chiedere il cofinanziamento regionale e avviare così il lavoro di pianificazione o di aggiornamento del precedente piano.

“Gli incentivi della Regione hanno la funzione di sollecitare le amministrazioni locali ad adeguarsi ad un obbligo di legge  – sottolinea l’assessore Lanzarin – Il piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche è uno strumento indispensabile per garantire che gli immobili pubblici siano sempre accessibili e per programmare interventi di  rimozione di  barriere fisiche o senso-percettive negli interventi ordinari e straordinari di manutenzione e costruzione delle opere pubbliche. I piani per l’abbattimento sono una delle direttrici-guida nella programmazione dei lavori pubblici: un obbligo di civiltà per garantire la fruibilità e la vivibilità dei nostri centri e di tutti gli spazi pubblici”.

Per incentivare anche i piccoli Comuni a dotarsi del  Peba, la Regione ha previsto una duplice graduatoria:  per i Comuni con meno di 10 mila abitanti il contributo regionale potrà arrivare a coprire sino al 60 per cento dei costi sostenuti per la progettazione,   mentre per i Comuni con maggiore densità demografica il contributo  non supererà il 20 per cento della spesa, tenuto conto che lo scorso anno la Regione aveva già messo a disposizione fondi per i Comuni con più di 10 mila abitanti. Infine, una terza graduatoria andrà a finanziare (fino al 20 per cento della spesa) gli oneri progettuali di quei Comuni che, a distanza di dieci anni dall’elaborazione del primo piano, sono tenuti ad aggiornare il loro Peba.

I Comuni che si saranno dotati del piano ‘anti-barriere’ avranno la precedenza nell’assegnazione di contributi e riparti regionali per interventi e opere pubbliche. 

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