giovedì , Luglio 18 2019
Home / Comunicazione / Basilicata, dolce & amaro lucano

Basilicata, dolce & amaro lucano

Domenico MamoneIl centrodestra conquista anche la Basilicata. E lo fa dopo 24 anni di dominio assoluto del centrosinistra in terra lucana. Pesa principalmente il vento leghista, decisivo anche per la recente presa di Lombardia, Molise, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Abruzzo e Sardegna. Un sette a zero, nel giro di un anno, che ribalta a favore del centrodestra il presidio territoriale: se il 4 marzo 2018, quando si votò per le politiche, il centrosinistra controllava ben 15 Regioni e il centrodestra appena quattro, oggi il centrodestra governa dieci Regioni mentre soltanto nove restano «rosse» (è esclusa dal computo la Valle d’Aosta a guida autonomista).

In Basilicata hanno anche pesato le vicende giudiziarie che hanno investito l’ex governatore Pittella. Ma il voto “morale” è finito sostanzialmente a destra: i Cinque Stelle, che alle politiche avevano incassato il 44,35 per cento beneficiando soprattutto della richiesta di discontinuità, hanno visto dimezzarsi i consensi.

Oltre al traino leghista, il centrodestra registra anche le buone affermazioni dei partiti di Berlusconi (8,9 per cento) e soprattutto della Meloni, che raggiunge il sei per cento.

Il Partito democratico è al 7,8 per cento.

Il prossimo 26 maggio, insieme alle elezioni europee, si voterà in Piemonte: una vittoria del centrodestra defenestrerebbe il presidente uscente di centrosinistra Sergio Chiamparino, rendendo omogenea la conquista dell’intero Nord. Indicativa sarà anche la percentuale dei Cinque Stelle: sarà sufficiente la battaglia contro la Tav per limitare i danni?

Le ultime tornate elettorali amministrative dell’anno, tra fine novembre e dicembre, si terranno per le regionali in Emilia-Romagna e Calabria. Lì il centrosinistra dovrà mettere in campo il massimo impegno per evitare sconfitte che, soprattutto nel caso dell’Emilia-Romagna, risulterebbero davvero storiche.

In conclusione, il risultato della Basilicata conferma il vento fortemente favorevole al centrodestra con Salvini quale traino. Persino nel Mezzogiorno. Il dato politico, però, è la costante umiliazione da parte della Lega dell’alleato Cinque Stelle alle elezioni amministrative. Ciò che emerge, in modo abbastanza chiaro, è la transumanza dei voti pentastellati in libera uscita più verso destra che verso sinistra. Ma non è tutta “colpa” di Salvini: come più volte abbiamo avuto modo di commentare, i Cinque Stelle pagano soprattutto la mancanza di un chiaro retroterra ideologico, oltre alla scarsa organizzazione territoriale e al correre da soli rispetto alle “corazzate” di liste concorrenti.

Se i “mal di pancia” nel movimento di Di Maio cominciano a venir fuori, è altrettanto vero che rompere il contratto di governo potrebbe equivalere ad un suicidio politico: elezioni anticipate porterebbero quasi sicuramente ad un dimezzamento delle truppe grilline in parlamento.

(Domenico Mamone)

Check Also

Andrea Camilleri, Maestro di umanità

Considero Andrea Camilleri un Maestro per almeno cinque motivi. Innanzitutto per i suoi libri, così …