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Gozzano (Novara), il paese delle camelie

Gozzano 01 Veduta da Auzate ©Pessina/Ag.Pessina
Gozzano

Gozzano è situata a breve distanza dall’estremità meridionale del Lago d’Orta, al centro di un’ampia conca morenica delimitata verso ovest dalle Prealpi che la separano dalla Valsesia e verso est dal corso del torrente Agogna.

Gozzano, oggi in provincia di Novara, fu abitata già in epoche lontanissime, come testimoniano antichi recipienti di terracotta dell’Età del Bronzo rinvenuti sul territorio. Nel luogo dove oggi sorge il paese di Gozzano probabilmente vi fu un tempo la sede di una grande tenuta fondiaria di epoca romana tardo imperiale (villa).

Il toponimo di Gozzano, Gaudianum, comprova la presenza romana. Alla fine del IV secolo si diffuse il Cristianesimo nell’area ad opera di due santi evangelizzatori Giulio e Giuliano. Si trattava di due fratelli,  provenienti dall’isola greca di Egina, che costruirono molte chiese, tra cui quella di San Lorenzo.

Il primo documento attestante il culto di San Giuliano risale al 919. Berengario I concesse a Dagimberto, vescovo di Novara, la facoltà di tenere un mercato settimanale ed una fiera nel giorno della festa di San Giuliano. La pieve di Gozzano si estendeva su un territorio molto vasto: era una delle maggiori della Diocesi e forse contemporanea a quella dell’isola di San Giulio. Nel IX secolo il corpo di San Giuliano fu traslato nella nuova chiesa a lui dedicata, costruita sul colle a levante dell’abitato. Tra il X e l’XI secolo il colle dove sorge la basilica di San Giuliano fu fortificato e trasformato in castello. La sede pievana, per ragioni di sicurezza, fu trasferita sulla rocca intorno al Castello. L’intero paese fu circondato da un fossato a scopo difensivo, lungo l’attuale via Gentile, e assunse il rango di “Borgo”. Fu eretto il Palazzo Vescovile, dove il vescovo di Novara risiedeva durante le sue visite nel territorio della Riviera e dove vi abitava il castellano da lui nominato, che governava e amministrava la giustizia.

Al centro del Borgo, sulla piazza San Giuliano, sorsero il Palazzo della Comunità (Ticial) e le Prigioni. Nel XIII secolo, sulla spinta di un forte incremento demografico, il centro abitato si allargò verso ovest, nell’area tra le attuali vie Dante (un tempo chiamata Contrada della Croce) e Sottoborghetto. Nel XVI secolo, Gozzano contava settecento abitanti, era retto da consoli consiglieri e comprendeva anche gli abitati di Bolzano, Auzate e Bugnate che insieme costituivano la Riviera Inferiore. Le terre della Riviera erano soggette al dominio vescovile ed avevano ottenuto, fin dalla metà del Trecento, dei propri statuti. Il Vescovo riservava per sé i poteri giudiziari e militari. Questa piccola enclave vescovile per anni godette di una certa autonomia, alternando periodi di relativa tranquillità con altri di turbolenza.

Nel XVIII secolo i Savoia si impadronirono dell’Alto Novarese e ottennero il dominio supremo della Riviera di San Giulio, Gozzano e Soriso. Al vescovo venne lasciato il titolo di Principe di San Giulio e Orta. L’occupazione napoleonica (1797-1815) determinò la fine del dominio temporale dei vescovi sul Cusio e Gozzano entrò a far parte del dipartimento dell’Agogna. Nel 1817 si firmò una convenzione per cui l’episcopato novarese rinunciava alla signoria sulla Riviera, in favore del Re Vittorio Emanuele I.

Nel 1864 arrivò la ferrovia. Nei primi anni del Novecento nacquero a Gozzano le prime industrie: prima le tessiture, poi nel 1926, la Bemberg, industria chimica di filo artificiale. La popolazione del paese crebbe rapidamente e venne a poco a poco abbandonato l’interesse per la coltivazione della terra, favorito dal sorgere di numerose industrie: rubinetterie, ovattifici, minuterie metalliche, lavorazione del granito.

 

Monumenti e luoghi d’interesse

MONUMENTI

GOZZANO - San GiulianoLa Basilica di San Giuliano, eretta nel ‘700 su disegno di  Pellegrino Tibaldi, dove anticamente sorgeva la chiesa Pievana, è ad una navata, con abside semicircolare e cappelle. All’esterno vi sono evidenti tracce della precedente costruzione romanica: capitelli, alcune colonnine, il portale. All’interno affreschi settecenteschi, dipinti dal pittore Lorenzo Peracino e due teleri di Giovanni Battista Ronchelli. Accanto alla chiesa si trovano il campanile romanico dell’XI secolo e l’oratorio di S. Gaetano a pianta ottagonale.

Il Palazzo Vescovile, fatto erigere dai vescovi di Novara, è attualmente un rifacimento del XVII secolo. Si conserva ancora la Porta del Vescovo ai piedi del Palazzo. Sotto il colle, in piazza San Giuliano sorge il Palazzo della Comunità, il cosiddetto Ticial; di fronte, fino agli anni Cinquanta, vi erano le prigioni.

Poco fuori dall’abitato, accanto al cimitero, si trova la cinquecentesca Chiesa della Madonna del Boggio, indicata in un documento del 1015 come Santa Maria “de bozol”. E’ una costruzione ad una navata, preceduta da un portico eretto nel 1751. La chiesa apparteneva alla Societas Romae, un antico sodalizio di emigranti gozzanesi a Roma. Al suo interno un pregevole altare ligneo seicentesco, ornato con tavolette dipinte di Cristoforo Martinoli detto il Rocca, e una pala d’altare attribuita ad Alessandro Turchi detto l’Orbetto

GOZZANO - San LorenzoVicino a questa costruzione, si trova la Chiesa di San Lorenzo, prima parrocchiale del paese e luogo di sepoltura del patrono Giuliano, che venne poi traslato nella Basilica, ove si costruì lo scurolo per conservarne le reliquie. La chiesa romanica è già citata in documenti del 1141. Preceduta da un portico settecentesco, la cappella è ad una navata orientata, con abside semicircolare, che ha una cornice di archetti pensili a gruppi di tre, in cotto, divisi da sottili lesene. All’interno vi sono alcuni affreschi del Quattrocento.

A nord di Gozzano, c’è la Chiesa di Santa Maria di Luzzara, con le tre caratteristiche absidi. La facciata a capanna è ricoperta di affreschi del XV e XVI secolo. Sopra il tetto ricoperto di piode, s’innalza un piccolo campanile a vela, dove un tempo vi era una campana che riportava la data 25 ottobre 1500. L’interno è a navata unica, scandita in tre campate da due archi trasversali a sesto acuto. Esso è arricchito, come la facciata esterna, da affreschi risalenti ai sec. XV e XVI. Le pitture interne più antiche, tra le quali una crocefissione, sono attribuite a Francesco Cagnola, mentre sono di scuola cagnolesca gli affreschi della facciata.

La sede del Comune si affaccia sulla via principale, ricca di antichi e nobili palazzi; l’edificio, presenta una pianta ad U con due ali che si prolungano verso il giardino. Era di proprietà della nobile famiglia dei Ferrari-Ardicini; il palazzo è il risultato della ristrutturazione nella seconda metà del XIX secolo di due case preesistenti. Ancora oggi conserva bei pavimenti in seminato e pregevoli affreschi. L’interno è dotato di uno scalone ornato di ringhiere in ferro battuto e concluso alla sommità da un soffitto decorato e da un lucernaio. Il parco adiacente ospita alberi pregevoli quali magnolie, camelie, cedri del Libano ed un gigantesco Ginko Biloba.

 

LUOGHI D’INTERESSE

Dalla Parrocchiale di Bugnate, dedicata a Santa Maria della Purificazione, una strada raggiunge il Colle della Guardia, con i suoi 541 metri s.l.m.; da qui si può ammirare un ampio panorama comprendente il Lago d’Orta, le Alpi e le Prealpi. Il Colle è sormontato dalla cappella dedicata alla omonima Madonna. Scendendo sulla strada che porta a Pogno, un sentiero sulla sinistra porta alla Preja Batizà, grande masso erratico coppellato.

A nord dell’abitato sulla strada che conduce al lago d’Orta si trova la frazione di Buccione, un tempo importante per l’accesso al lago. Da qui il vescovo di Novara si imbarcava sul “bucintoro” riccamente addobbato per raggiungere l’isola di San Giulio. Testimoni degli antichi fasti della piccola località sono gli affreschi, recentemente restaurati, situati sulla facciata delle case più antiche raffiguranti vari stemmi vescovili

Buccione oggi è una frequentata stazione balneare. Nella stagione estiva molti gitanti affollano la bella spiaggia di sabbia o si tuffano dal trampolino che sorge ad una ventina di metri dalla riva. Il trampolino, progettato dall’architetto milanese Mario Galvani e costruito nel 1954 è stato, dopo anni di abbandono, recuperato e messo in sicurezza.

Chi ama le passeggiate può seguire, oltre la spiaggia, la via dei Canneti, la strada pedonale che unisce, costeggiando la riva del lago il Comune di Gozzano con quello di Pella. Il primo tratto di strada è stato valorizzato inserendo lungo il percorso piazzuole con panchine che consentono la contemplazione dell’isola di San Giulio, della torre di Buccione e del contesto naturale. La strada attraversa una zona umida dove, per la presenza dei canneti, è frequente la nidificazione di alcune specie di volatili tipiche di questi siti.

L’affresco di Auzate

Il dipinto murale raffigurante La Madonna in trono con Bambino tra i santi Caterina d’Alessandria e Antonio Abate è ubicato sulla facciata di una casa sita all’ingresso della frazione di Auzate. L’affresco è datato 1554, il pittore è sconosciuto ma certamente della scuola dei fratelli Cagnola.

 

MOSTRA DELLA CAMELIA E DEI FIORI DI PRIMAVERA

GOZZANO - CameliaLa manifestazione, giunta alla sua trentesima edizione nel 2017, si svolge in primavera nelle sale pregevolmente affrescate della sede municipale di Palazzo Ferrari Ardicini e nel suo parco. In genere nell’ultimo sabato e domenica del mese di marzo.

La Mostra è articolata in tre sezioni espositive: sezione “fiori recisi” (varietà di camelie provenienti dai più bei parchi del lago d’Orta e del lago Maggiore), sezione “composizioni” (camelie con altri fiori di primavera, aperta a tutti), sezione “piante in vaso” (stands floreali allestiti da florovivaisti).

Nella giornata di domenica vengono organizzate una biciclettata e sulla piazza Matteotti di fronte al Municipio, un mercatino “Il giardino delle delizie” con esposizione e vendita di prodotti relativi ai settori vivaistico e gastronomico.  Altre iniziative arricchiscono di anno in anno il programma dell’evento.

La mostra di Gozzano, intitolata all’affascinante Camelia, vuole far conoscere anche il ricco patrimonio floreale del territorio compreso fra il lago d’Orta  ed il lago Maggiore. Nell’allestimento delle sezioni é perciò dato spazio all’intera gamma dei nostri fiori primaverili (azaleee, camelie, rododendri, pieris).

(Gi.Ca.)

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