
Il cosmo ha rappresentato da sempre il mistero più imponente per le riflessioni umane. Se la filosofia s’è interrogata spesso sul senso del creato, la spiritualità ha sempre rivolto le sue attenzioni al cielo. A ciò, in tempi più moderni, si sono affiancate le opere letterarie, in particolare poetiche, artistiche, fino a quelle cinematografiche, laddove i tanti film di fantascienza hanno lasciato tracce indelebili.
L’acceso confronto tra Stati Uniti e Urss negli anni Cinquanta-Sessanta anche con le missioni spaziali in piena guerra fredda fino alla conquista lunare nel luglio 1969 con l’Apollo 11 e il suo comandante Neil Armstrong ha segnato la storia dell’umanità.
L’industria spaziale da allora s’è concentrata principalmente sulle infrastrutture satellitari: sono oltre 20mila i satelliti artificiali lanciati dagli anni Cinquanta, più della metà è attiva intorno al nostro pianeta, quasi 10mila appartengono alla costellazione Starlink di Elon Musk. Lo spazio, insomma, costituisce un segmento sempre più importante dell’imprenditoria civile, investendo molteplici settori, dalle telecomunicazioni alla meteorologia, dall’agricoltura di precisione alla navigazione fino al turismo spaziale. Una componente importante riguarda ovviamente la difesa, la sicurezza e l’industria bellica, in particolare tra hardware e soluzioni digitali, piattaforme, razzi, ecc.
Le previsioni di crescita per il settore sono esponenziali, per almeno un decennio.
Dopo oltre mezzo secolo si registra l’obiettivo di un ritorno dell’uomo sulla Luna. C’è il conto alla rovescia in Florida per la partenza dell’equipaggio di Artemis II oltre l’orbita terrestre per circa dieci giorni: per ora, pur tra tante difficoltà, dovrà unicamente validare le tecnologie necessarie al futuro allunaggio. L’obiettivo finale nel giro di qualche stagione è la realizzazione di infrastrutture per garantire una presenza umana stabile sulla Luna, con la prospettiva della conquista di Marte.
L’ultima missione Apollo, la numero 17 del 1972, segnò la fine di questo genere di esperienze soprattutto per i costi elevati. Oggi torna l’interesse della Nasa per il nostro satellite e per gli altri pianeti grazie anche allo sviluppo tecnologico di questi decenni, che accende nuove sfide. Segno di come la ricerca umana senza pregiudizi (ad Artemis II hanno contribuito ben dieci Stati membri dell’Esa, compresa l’Italia con Thales Alenia Space di Thales-Leonardo), unita al valore d’impresa, possa spingerci sempre verso nuovi e affascinanti confini. Sperando che tutto ciò possa apportare benefici per l’intera umanità.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori

