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Basilicata, vince il centrodestra

La splendida Craco in Basilicata

Dopo la netta affermazione in Abruzzo, con il bis del governatore Marco Marsilio, anche in Basilicata il centrodestra fa sua la posta e garantisce il bis al presidente Vito Bardi, che prima dell’avventura politica è stato vice comandante generale della Guardia di Finanza.

Due risultati, quello abruzzese e quello lucano, che confermano l’onda lunga degli apprezzamenti per i partiti di governo e ridimensionano la vittoria di misura di Alessandra Todde in Sardegna, favorita principalmente dal voto disgiunto e dagli errori di strategia del centrodestra che ha voluto cambiare candidato all’ultimo momento, scegliendo Paolo Truzzu, sindaco non molto apprezzato di Cagliari.

Anche in Basilicata la coalizione di maggioranza è stata indubbiamente favorita dagli errori del centrosinistra, alle prese con un infinito balletto sui nomi, tra annunci, rifiuti, dietrofront e veti. Ma anche di importanti esponenti che hanno sbattuto la porta al Pd e sono passati dall’altra parte della barricata, come l’ex governatore dem Marcello Pittella (passato con Azione) e il già segretario regionale del Pd lucano Mario Polese e l’ex assessore prima alle Infrastrutture e poi all’Agricoltura Luca Braia (passati entrambi con Italia Viva). Alla fine la scelta del centrosinistra è ricaduta su Piero Marrese. Però, al di là delle colpe dell’avversario, la vittoria della coalizione di centrodestra – una sorta di originale “campo largo” – è stata schiacciante, sostenuta appunto anche da Azione (ha preso l’8%), con l’influente ex governatore dem Marcello Pittella in accesa polemica con il suo ex partito e da Italia Viva (confluita in Orgoglio lucano, che ha ottenuto il 7%).

Di certo Bardi, anche grazie ai “centristi”, ha migliorato di ben 15 punti percentuali il risultato del 2019.

In una nota, il riconfermato presidente della Regione Basilicata, scrive: «L’affluenza ha sicuramente penalizzato il centrosinistra, che ne è anche in parte la causa: gli elettori hanno sanzionato lo spettacolo triste che la sinistra ha messo in campo negli ultimi mesi. Hanno perso perché loro parlavano di Bardi mentre noi della Basilicata».

Per quanto riguarda i partiti, Fratelli d’Italia è il più votato con il 17,4% dei voti, seguito dal Pd al 13,8%. Forza Italia è al 13% (era al 9% alle politiche, segno che anche senza Silvio Berlusconi il partito “tiene”) e la Lega al 7,8% (stabile). Male soprattutto il Movimento Cinque Stelle al 7,6%, con i voti più che dimezzati rispetto alle ultime elezioni amministrative (cinque anni fa era primo partito, con il 20,32% delle preferenze, alle ultime elezioni politiche ha raggiunto addirittura il 25%). Basilicata Casa Comune di Angelo Chiorazzo, il candidato del centrosinistra che si è ritirato, ha raggiunto un ottimo 11,1%, Alleanza Verdi-Sinistra insieme ai Socialisti e alla lista Basilicata Possibile è al 5,8%. L’Udc al 2,5%.

Bardi ha stravinto soprattutto in provincia di Potenza.

La Basilicata, in sintesi, in linea con una lunga tradizione democristiana, ha favorito principalmente i partiti di centro.

Una nota sulla percentuale di votanti: si è recato alle urne il 49,80% degli iscritti alle liste elettorali, per un totale di 282.825 cittadini lucani. Un calo di poco più di tre punti e mezzo rispetto al 24 marzo 2019 (53,52%). Se è vero che un’alta percentuale è rappresentata da lucani che si trovano fuori regione – moltissimi all’estero – e difficilmente tornano per votare e che la percentuale di persone anziane cresce di elezione in elezione, è altrettanto vero che il divario si rivela più netto considerando che cinque anni fa si è votato in un’unica giornata.

In conclusione, non possiamo che congratularci con il governatore lucano per il bis, frutto anche di un’accorta e proficua strategia nella campagna elettorale.

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