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Bonus facciate, perché non si premia la sostenibilità?

Si chiama “bonus facciate” ed è una delle novità più apprezzate dell’ultima legge di Bilancio. L’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta pari al 90 per cento delle spese sostenute nel 2020 per interventi di restauro della facciata degli edifici, compresi interventi su balconi, ornamenti e fregi. L’opportunità riguarda determinate zone ad alta densità urbana, quelle individuate dall’art. 2 del decreto n. 1444/1968 del ministro dei Lavori pubblici.

Ovviamente l’iniziativa è finalizzata ad assicurare un po’ d’ossigeno all’edilizia, uno dei comparti più falcidiati dalla crisi. Con una popolazione che numericamente cala e con la grave recessione in atto, costruire case non è più redditizio come un tempo. Il ruolo dell’edilizia, quindi, va riconvertito sulla manutenzione. Tutto questo è giustissimo.

Tuttavia, questo provvedimento è fortemente deficitario da un punto di vista di impatto ambientale: per accedere all’agevolazione è sufficiente la semplice ripulitura, ignorando quindi gli interventi di natura energetica (tipo il “cappotto termico”). In sostanza, ci si limita ad un mero fattore estetico, dimenticando esigenze ben più serie, come il contributo che ognuno di noi può concretamente assicurare alla lotta ai cambiamenti climatici.

Mentre in tutto il mondo gli investimenti sostenibili crescono in modo esponenziale, superando in valore assoluto oltre 30 mila miliardi di dollari di asset, un provvedimento del genere è davvero inconcepibile nel suo ignorare, nell’epoca del cambiamento climatico, le esigenze in termini di economia sostenibile.

L’esigenza di far lievitare il prodotto interno lordo deve infatti coniugarsi con l’attenzione all’ambiente. Perché i problemi di un Pianeta che si avvicina sempre più all’incurabilità presentano soprattutto risvolti economici. Gli eventi meteorologici estremi, l’innalzamento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai con la conseguente elevazione del livello del mare, l’erosione costiera, la desertificazione e gli incendi sono fenomeni innegabili che presentano drammatiche ricadute anche per il nostro Paese.

Innanzitutto tutto ciò genera migrazioni che saranno sempre più gigantesche, ben superiori a quelle attuali. E l’Italia, si sa, è terra d’approdo, soprattutto dall’Africa.

In secondo luogo stiamo già assistendo ai fenomeni conseguenti alla fragilità del territorio, con danni sempre più rilevanti di anno in anno, dalle foreste trentine al dramma veneziano, soltanto per ricordare gli ultimi drammatici episodi, vere e proprie catastrofi naturali.

Una raccolta di diverse mappe pubblicate dall’Agenzia europea dell’ambiente illustra come la siccità, le piogge intense e le inondazioni, gli incendi boschivi e l’innalzamento del livello del mare potrebbero influenzare alcune specifiche regioni, tra cui l’area di Venezia e di Pisa. Si prevede che molte zone europee dovranno affrontare un peggioramento degli impatti dei cambiamenti climatici nei prossimi decenni.

La Nasa di recente ha diffuso un dato emblematico: il 2019 è stato – dopo il 2016 – il secondo anno più caldo di sempre mai registrato dal 1880, data in cui si iniziarono a rilevare le temperature ambientali. Il costante aumento delle temperature della terra e degli oceani in tutto il mondo è imputabile quasi interamente dalle emissioni di gas serra.

Affrontare il tema del cambiamento climatico con le sole parole non basta più. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini quotidiane. E’ necessario, in particolare, ridurre l’uso delle energie fossili e comunque abbattere i consumi, a cominciare proprio da quelli energetici.

Questo provvedimento del “bonus facciate”, insomma, risulta l’ennesima occasione persa: si sarebbero dovuti includere perlomeno gli interventi in tema di efficientamento energetico, per i quali restano comunque altri incentivi.

P.S. Cliccando QUI c’è la guida al bonus prodotta dall’Agenzia delle Entrate…

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CHIUSURA UFFICI

 

Si avvisa che la sede Unsic nazionale domani venerdì 27/03/2020 sarà aperta metà giornata dalle ore 09:00 alle ore 13. 00 per permettere, come previsto dalle attuali disposizioni, un intervento di sanificazione degli uffici.

 

Le attività RIPRENDERANNO REGOLARMENTE lunedì 30/03/2020