
Ha preso il via oggi e polarizzerà le attenzioni del mondo fino a venerdì 23 gennaio la 56ª edizione del World Economic Forum a Davos, in Svizzera. Con la partecipazione di circa tremila prestigiosi ospiti da oltre 130 Paesi (tra cui 400 leader politici, 65 capi di Stato o di governo, 850 amministratori delegati e presidenti delle principali aziende mondiali), la piattaforma di conferenze e di dialoghi tra imprese, governi, società civile e mondo accademico si conferma, con la sua natura élitaria, uno degli appuntamenti più rilevanti della politica e dell’economia globale.
Quest’anno l’evento si è aperto sotto il titolo “Uno spirito di dialogo”, benché non sarà certo “un’etichetta ad effetto” ad attenuare le tensioni tra grandi potenze che attraversano il pianeta. Ultima in ordine di tempo, l’offensiva di Trump sulla Groenlandia, con la risposta europea di possibili dazi per 93 miliardi di euro nei confronti delle imprese americane.
Grandi protagonisti prenderanno la scena svizzera e mondiale: la prima sarà la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in una fase in cui sta tentando di rilanciare il ruolo dell’Europa nello scacchiere mondiale, a cui faranno seguito nella stessa giornata il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente francese Emmanuel Macron. Mercoledì sarà il turno di Donald Trump con una delegazione record di funzionari e membri dell’amministrazione, al pari del vicepremier cinese He Lifeng, con importante seguito. Tra gli imprenditori spiccano Jensen Huang di Nvidia e Satya Nadella di Microsoft. L’agenda prevede la presenza dei vertici della finanza internazionale, tra cui Jamie Dimon di Jp Morgan, Larry Fink di BlackRock e David Solomon di Goldman Sachs, oltre ai responsabili di Bank of America, Bbva e Santander.
Insomma, una geopolitica particolarmente complicata sarà al centro dei lavori, che vedranno anche panel sulla crescita economica (non mancano già polemiche sulla concentrazione di ricchezza e potere in poche mani e sull’incremento delle disuguaglianze), sui debiti pubblici che continuano a lievitare in tutto l’Occidente e sull’intelligenza artificiale, con l’impatto che sta avendo proprio sull’economia, sui mercati, ma anche sulla sicurezza, sul lavoro e sulla società in genere. Prevista attenzione anche sul problema delle risorse idriche, che si avvia a diventare un’emergenza per i prossimi anni, e sul pericolo di nuove pandemie, a cui continuiamo a non essere preparati.
Il Forum annualmente costituisce una sorta di cartina al tornasole per approfondire i temi della contemporaneità e soprattutto per provare a capire come stanno evolvendo sia le dinamiche geopolitiche ed economiche sia quelle sociali, oggi particolarmente condizionate dalla competizione tecnologica.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
