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A Roma l’evento dedicato a mobilità, transizione ecologica e smart city

Si è tenuta oggi 11 maggio a Roma, presso il Palazzo dell’Informazione, sede del Gruppo Adnkronos, la seconda edizione del Mobility forum, l’appuntamento italiano delle smart city e della mobilità intelligente.

L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto tra i principali interlocutori istituzionali, imprenditoriali e manageriali del mondo della mobilità, della transizione energetica e della smart city, impegnati a vario titolo nel ripensare la mobilità urbana e con essa la fruizione dello spazio urbano e sociale, in modo più sostenibile e a misura d’essere umano.

Tra gli intervenuti l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, che ha evidenziato come Roma, insieme alla maggior parte delle città europee, sia autocentrica. “Abbiamo più automobili che patenti” ha dichiarato l’assessore. I principali problemi della città, infatti, sono la congestione, per cui c’è un numero eccessivo di vetture sia circolanti sia nei parcheggi, dove non si ha più spazio, e allo stesso tempo un elevato livello di inquinamento, causato al 59 per cento dal trasporto privato, con conseguenti danni alla salute.

Per questo è importante puntare sull’intermobilità, integrando i vettori dello spostamento come trasporto pubblico locale e car sharing, aumentare l’accessibilità e la quantità dei trasporti pubblici che devono essere adeguati al carico, anche in termini di rapporto costi-benefici, e allo stesso tempo disincentivare il traffico privato.

In tal senso, sono quattro i driver del cambiamento che stanno guidando il servizio tpl della Capitale, illustrato dal presidente Atac Giovanni Mottura: il rinnovo infrastrutturale, il rinnovo del parco mezzi, la digitalizzazione dei canali di pagamento e l’accessibilità come elemento fondamentale.

Non mancano le sfide anche per città come Genova, che invece è la seconda per tasso più basso di immatricolazione dopo Venezia. In questo caso gli obiettivi dell’amministrazione, esposti dall’assessore alla Transizione ecologica, Trasporti, Mobilità integrata, Ambiente, Rifiuti, Energia e Smart city, Matteo Campora, sono la costruzione di nuove infrastrutture e l’estensione della rete di trasporti pubblici.

“Il futuro – ha affermato Campora – è il trasporto pubblico locale”. Per incentivarlo il Comune sta sperimentando la gratuità dei mezzi pubblici, totale per gli impianti verticali e parziale, limitata a fasce orarie, per la metropolitana. L’esperimento che non ha inciso particolarmente sulle casse dell’azienda gestore del tpl, sta riscontrando grande successo. I flussi sulle fasce verticali sono aumentati del 40 per cento, mentre quelli sulle metro del 25 per cento, anche al di fuori delle fasce orarie gratuite. Questo tipo di azioni, però, non sono possibili senza un piano di incentivi adeguato, motivo per cui è fondamentale trovare dei sistemi di finanziamento che non possono che incidere positivamente sulle città.

La necessità di incentivi è stata sottolineata anche da Chiara Foglietta, assessora alla Transizione ecologica e digitale, Innovazione, Mobilità e trasporti di Torino, ma questa volta in riferimento agli aiuti statali nei confronti delle famiglie, che spesso non hanno la possibilità di acquistare un’auto elettrica a causa dei costi proibitivi.

Come emerso dall’evento, fattori imprescindibili del cambiamento, sono l’elettrico e il digitale. Nel primo caso si fa riferimento sia all’elettrificazione sia dei mezzi pubblici, sia delle auto. Obiettivo di Renualt per esempio, rappresentata da Gabriella Favuzza, è passare completamente all’elettrico entro il 2030.

Ma iniziative importanti vengono anche dal trasporto pubblico. Infatti, come ha spiegato l’amministratore unico Nicola Pascale, l’Azienda napoletana mobilità oltre a prevedere l’elettrificazione del proprio parco mezzi, ha anche stretto importanti partenariati con aziende produttrici di impianti fotovoltaici, così da garantire l’autoproduzione di energia.

In merito al digitale, invece, una spinta importante è stata data dal Covid, ma ancora oggi l’Italia resta indietro su questo tema. In particolare come evidenziato da Alberto Lenza, ceo di tNotice, e Alessandro Magnino, head of global enterprise, healthcare & public sector di Vodafone business Italia, fondamentale è la connessione e la standardizzazione dei dati ricavati attraverso questi mezzi, così che possano fornire importanti indicazioni per gestire i flussi di traffico.

Allo stesso tempo, come ha ricordato Riccardo Lama, responsabile fibra ottica e mobilità elettrica di e-distribuzione, negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza dell’importanza della smart city per la transizione ecologica.

Infine tema importante emerso dall’incontro di oggi è la complementarietà dei servizi di car sharing e di trasporto pubblico. Secondo i dati riferiti da Gabriele Ferrazzano, head of development smart mobility services Eni, il servizio di car sharing viene utilizzato maggiormente dove la rete tpl è più efficiente.

La condivisione delle vetture rappresenta una grande occasione soprattutto se si considera che le auto restano parcheggiate per il 92-95 per cento del tempo. Allo stesso tempo una vettura condivisa permette di sostituire tra otto e dodici veicoli privati. Per tale motivo è importante incentivare questa modalità di trasporto, per esempio attraverso parcheggi dedicati nei centri città.

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